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DON TONINO BELLO….
Santa
Maria, donna del vino nuovo,
quante volte
sperimentiamo pure noi
che il banchetto della
vita languisce
e la felicità
si spegne
sul volto dei
commensali!
E il vino della festa
che vien meno.
Sulla tavola non ci
manca nulla:
ma senza il succo
della vite,
abbiamo perso il gusto
del pane che sa di grano.
Mastichiamo annoiati i
prodotti dell'opulenza:
ma con l'ingordigia
degli epuloni e con la rabbia di chi non ha fame.
Le pietanze della
cucina nostrana hanno smarrito gli antichi sapori,
ma anche i frutti
esotici hanno ormai poco da dirci.
Tu lo sai bene da che
cosa deriva questa inflazione di tedio.
Le scorte di senso si
sono esaurite.
Non abbiamo più
vino.
Gli odori asprigni del
mosto
non ci deliziano
l'anima da tempo.
Le vecchie cantine non
fermentano più.
E le botti vuote danno
solo spurghi d'aceto.
Muoviti, allora, a
compassione di noi,
e ridonaci il gusto
delle cose.
Solo così le
giare della nostra esistenza
si riempiranno fino
all'orlo di significati ultimi.
E l'ebbrezza di vivere
e di far vivere
ci farà
finalmente provare le vertigini.