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DON TONINO BELLO….
GRANDEZZA
DI UN FALEGNAME DI NOME GIUSEPPE
Dimmi,
Giuseppe, quand'è che hai conosciuto Maria? Forse un mattino di
primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio con l'anfora sul capo
e con la mano sul fianco, snello come lo stelo di un fiordaliso?
O forse un giorno di sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth conversava
in disparte sotto l'arco della sinagoga?
O forse un meriggio d'estate, in un campo di grano, mentre, abbassando gli
occhi splendidi per non rivelare il pudore della povertà, si
adattava all' umiliante mestiere di spigolatrice?
Quando ti ha ricambiato il sorriso e ti ha sfiorato il capo con la prima
carezza, che forse era la sua prima benedizione e tu non lo sapevi; e poi
tu la notte hai intriso il cuscino con lacrime di felicità?
Ti scriveva lettere d'amore? Forse sì; e il sorriso, con cui
accompagni il cenno degli occhi verso l'armadio delle tinte e delle
vernici, mi fa capire che in uno di quei barattoli vuoti, che orinai non si
aprono più, ne conservi ancora qualcuna.
Poi una notte, hai preso il coraggio a due mani, sei andato sotto la sua
finestra, profumata di basilico e di menta, e le hai cantato sommessamente
le strofe del Cantico dei cantici: "Alzati, amica mia, mia bella e
vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la
pioggia, e se n'è andata. I fiori sono apparsi nei campi, il tempo
del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti
fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella e vieni! O mia
colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce
è soave e il tuo viso è leggiadro".
E la tua amica, la tua bella, la tua colomba si è alzata davvero.
È venuta sulla strada, facendoti trasalire. Ti ha preso la mano
nella sua e, mentre il cuore ti scoppiava nel petto, ti ha confidato
lì, sotto le stelle, un grande segreto.
Solo tu, il sognatore, potevi capirla. Ti ha parlato di Jahvé. Di un
angelo del Signore. Di un mistero nascosto nei secoli e ora nascosto nel
suo grembo. Di un progetto più grande dell'universo e più
alto del firmamento che vi sovrastava.
Poi
ti ha chiesto di uscire dalla sua vita, di dirle addio, e di dimenticarla
per sempre.
Fu allora che la stringesti per la prima volta al cuore, e le dicesti
tremando: "Per te, rinuncio volentieri ai miei piani. Voglio
condividere i tuoi, Maria. Purché mi faccia stare con te".
Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza:
era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente. (...)
E io penso che hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto
di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del
Signore.
Lei ha puntato tutto sull'onnipotenza del Creatore. Tu hai scommesso tutto
sulla fragilità di una creatura.
Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza.
La carità ha fatto il resto, in te e in lei