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DON TONINO BELLO….
MARIA
DONNA DEI NOSTRI GIORNI
Maria,
donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto
che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste
generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non
solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche
per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.
Fa' che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che
viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i
soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi
problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l'inedita
drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne
coglie l'alta quota di tribolazione.
Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le
esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili
oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata
postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come
postcristiana!
Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha
costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti.
Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno,
perciò, può addebitarti distanze generazionali, né gli
è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della
nostra epoca.
Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie
quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non
basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, l'usura dei
rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei
figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la
frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la
tristezza delle cadute, la noia del peccato…
Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti.
E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto
la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda
rispondere: 'Presente!'. Come un'antica compagna di scuola".