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DON TONINO BELLO….
SPIRITO SANTO,
SCENDI ANCORA SULLA TERRA
Spirito
di Dio, che agli inizi della creazione ti libravi sugli abissi
dell'universo, e trasformavi in sorriso di bellezza il grande sbadiglio
delle cose, scendi ancora sulla terra e donale il brivido dei cominciamenti.
Questo mondo che invecchia, sfioralo con l'ala della tua gloria.
Dissipa le sue rughe. Fascia le ferite che l'egoismo sfrenato degli uomini
ha tracciato sulla sua pelle. Mitiga con l'olio della tenerezza le arsure
della sua crosta. Restituiscile il manto dell'antico splendore, che le
nostre violenze le hanno strappato e riversa sulle carni inaridite anfore
di profumo.
Permea tutte le cose, e possiedine il cuore. Facci percepire la tua dolente
presenza nel gemito delle foreste divelte, nell'urlo dei mari inquinati,
nel pianto dei torrenti inariditi, nella viscida desolazione delle spiagge
di bitume.
Restituiscici al gaudio dei primordi. Riversati senza misura su tutte le
nostre afflizioni. Librati ancora sul nostro vecchio mondo in pericolo. E
il deserto, finalmente, ridiventerà giardino, e nel giardino
fiorirà l'albero della giustizia, e frutto della giustizia
sarà la pace.
Spirito di Dio, che presso le rive del Giordano sei sceso in pienezza sul
capo di Gesù e l'hai proclamato Messia, dilaga su questo Corpo
sacerdotale raccolto davanti a te.
Adornalo di una veste di grazia. Consacralo con l'unzione, e invitalo a
portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori
spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione
dei prigionieri, e a promulgare l'anno di misericordia del Signore.
Spirito del Signore, dono del Risorto agli apostoli del cenacolo, gonfia di
passione la vita dei tuoi presbiteri. Riempi di amicizie discrete la loro
solitudine. Rendili innamorati della terra, e capaci di misericordia per
tutte le sue debolezze. Confortali con la gratitudine della gente e con
l'olio della comunione fraterna. Ristora la loro stanchezza, perché non
trovino appoggio più dolce per il loro riposo se non sulla spalla
del Maestro.
Liberali dalla paura di non farcela più. Dai loro occhi partano
inviti a sovrumane trasparenze. Dal loro cuore si sprigioni audacia mista a
tenerezza. Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ciò che
accarezzano. Fa' risplendere di gioia i loro corpi. Rivestili di abiti
nuziali. E cingili con cinture di luce. Perché, per essi e per tutti, lo
sposo non tarderà.