Caritas, nuove vie di misericordia – 38° Convegno Nazionale

Proprio questo ci chiede l’Amore più grande: di non essere più la Chiesa dei riti senza vita, delle tradizioni senza Vangelo, delle pratiche stanche, piuttosto, la Chiesa che fa esperienza del Risorto, che Lo incontra nella storia e che è capace di proporre la catechesi con il grande libro della storia, non solo quella scritta ma quella vissuta tutti i giorni, dove s’incontrano giovani che soffrono, donne che si prostituiscono, anziani che dipendono dal gratta e vinci, disperati che fanno ricorso agli usurai, mafiosi che fanno pagare il pizzo, uomini corrotti». Prende a prestito le parole del cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, Luca Grandi per sintetizzare il senso dell’esperienza vissuta a Roma come delegato al 38esimo convegno nazionale delle Caritas diocesane. Il vice direttore della Caritas di Grosseto ha partecipato ai lavori che si sono svolti alla «Fraterna Domus» di Sacrofano (Roma) dal 18 al 21 aprile, assieme ad altre tre compagne di viaggio nel quotidiano servizio ai poveri: Loredana Sauna, responsabile dell’Emporio della solidarietà che Caritas gestisce in via Pisa; Silvia Tonini, responsabile del centro di ascolto e Virginia Roberto, che si occupa del progetto «Famiglie solidali». Attraverso di loro l’insieme di volontari e operatori che non svolgono solo un servizio costante verso chi vive ai margini, ma anche una grande opera educativa nei confronti dell’opinione pubblica, talvolta refrattaria all’accoglienza delle «periferie», che oggi assumono i volti e le situazioni più disparate. «Misericordiosi come il Padre. “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso (Lc 6,36)”» il titolo del Convegno Caritas, che ha riunito oltre 600 persone fra direttori e collaboratori provenienti da 174 delle 220 diocesi italiane. L’assise si è tenuta nell’anno del 45esimo anniversario della nascita di Caritas italiana ed è stata l’occasione per compiere un bilancio dell’impegno pastorale a servizio dei poveri e della Chiesa in Italia per orientarne il cammino futuro, alla luce delle tematiche legate all’esortazione apostolica «Evangelii Gaudium», all’Anno giubilare, all’enciclica «Laudato sii». Il Convegno si è chiuso giovedì 21 aprile con l’udienza di Papa Francesco in sala Nervi. Tanti i momenti forti vissuti nei quattro giorni a Roma, a partire dall’incontro col cardinal Antonio Luis Tagle, arcivescovo metropolita di Manila (Filippine) e presidente di Caritas Internationalis, che ha parlato di «Opere di una misericordia senza confini». E poi la tavola rotonda sulla comunicazione della misericordia, il focus dedicato al tema, attualissimo, dei migranti, con l’impegno riaffermato da Caritas italiana ad essere presente sia nei Paesi d’origine con la campagna «Diritto di rimanere nella propria terra», sia nell’accoglienza. E proprio in tema di accoglienza, al 15 aprile in 196 diocesi sono oltre 22mila le persone accolte. Inoltre la tavola rotonda sul tema: «Dopo la crisi ricostruire un paese solidale» e,infine, l’udienza di Papa Francesco, che ha invitato i delegati a proseguire «senza paura» per «scoprire prospettive sempre nuove nel vostro impegno pastorale, rafforzare stili e motivazioni, e così rispondere sempre meglio al Signore, che ci viene incontro nei volti e nelle storie delle sorelle e dei fratelli più bisognosi». «Per quanto mi riguarda – dice Luca Grandi – è il sesto convegno nazionale Caritas a cui ho partecipato, ma questo è stato particolare perché i 45 anni della Caritas in Italia coincidono con l’anno giubilare. Come ogni convegno è stata l’occasione per toccare con mano il lavoro che le Caritas portano avanti in Italia e trovare la stessa passione condivisa tra gli operatori, capace di misurare compiutamente il reale lavoro nel territorio, nelle diocesi e nelle parrocchie. Quasi un farsi forza a vicenda, perché le difficoltà sono comuni in ogni angolo d’Italia e i servizi offerti numerosi che hanno la capacità di non essere solamente un distributore di servizi fine a se stesso. Le parole forti che il Papa ci ha consegnato ci fanno da via maestra».

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