Censimento CEI 2010

 

La Con­fe­ren­za E­pi­sco­pa­le I­ta­lia­na ha av­via­to una ri­fles­sio­ne at­ten­ta sul ruolo che le i­sti­tu­zio­ni ec­cle­sia­li sa­ni­ta­rie e so­cia­li o­pe­ran­ti nel no­stro Paese pos­so­no ri­co­pri­re nel pro­muo­ve­re una rete di as­si­sten­za più pros­si­ma ai bi­so­gni delle per­so­ne, o­rien­ta­ta al bene co­mu­ne, al con­tra­sto delle di­su­gua­glian­ze, al ri­co­no­sci­men­to della sa­lu­te come di­rit­to senza e­sclu­sio­ne.

Si in­se­ri­sce in que­sto con­te­sto l’i­ni­zia­ti­va del IV Cen­si­men­to delle opere ec­cle­sia­li sa­ni­ta­rie, so­cio­sa­ni­ta­rie e so­cio-as­si­sten­zia­li o­pe­ran­ti nel 2009, pro­mos­sa con­giun­ta­men­te dall’Uf­fi­cio na­zio­na­le per la pa­sto­ra­le della sa­ni­tà della CEI, da Ca­ri­tas i­ta­lia­na, dalla Con­sul­ta ec­cle­sia­le na­zio­na­le degli or­ga­ni­smi so­cio-as­si­sten­zia­li.

Essa rap­pre­sen­ta un punto di par­ten­za per pro­muo­ve­re col­la­bo­ra­zio­ne e si­ner­gie po­si­ti­ve tra le di­ver­se real­tà, an­zi­tut­to a li­vel­lo dio­ce­sa­no e ar­ri­va­re alla co­sti­tu­zio­ne di un’a­na­gra­fe dei ser­vi­zi di­ret­ta­men­te ge­sti­ti o in qual­che modo col­le­ga­ti ad or­ga­ni­smi di i­spi­ra­zio­ne cat­to­li­ca. I dati rac­col­ti con­flui­ran­no, in­fat­ti, in un’a­na­gra­fe na­zio­na­le delle strut­tu­re e dei ser­vi­zi ec­cle­sia­li sa­ni­ta­ri, so­cio­sa­ni­ta­ri e so­cia­li, che ag­gior­na­ti in tempo reale  of­fri­ran­no il qua­dro com­ple­to dell’of­fer­ta as­si­sten­zia­le e sa­ran­no og­get­to di un’a­na­li­si e di una pub­bli­ca­zio­ne, oltre che di una pre­sen­ta­zio­ne pub­bli­ca.

La no­vi­tà ri­spet­to ai pre­ce­den­ti cen­si­men­ti, l’ul­ti­mo ri­sa­len­te a dieci anni fa, è data, oltre che dall’in­clu­sio­ne del set­to­re sa­ni­ta­rio, dal fatto che pro­ta­go­ni­ste della ri­le­vazione sa­ran­no le Dio­ce­si e le Re­gio­ni ec­cle­sia­sti­che, le quali par­te­ci­pe­ran­no in rete a tutte le fasi della ri­cer­ca e po­tran­no u­ti­liz­za­re tutti i dati e pro­ce­de­re se­con­do le e­si­gen­ze lo­ca­li – ad ul­te­rio­ri ap­pro­fon­di­men­ti e qua­li­fi­ca­zio­ni.

L’unità di ri­le­va­zio­ne ter­ri­to­ria­le dei dati è in­fat­ti la Dio­ce­si ed il coor­di­na­men­to delle fasi di rac­col­ta dati e loro ar­chi­via­zio­ne e­let­tro­ni­ca è af­fi­da­ta alla Ca­ri­tas in col­la­bo­ra­zio­ne con l’Uf­fi­cio Pa­sto­ra­le della Sa­lu­te.

Il cen­si­men­to si av­var­rà quale stru­men­to di rac­col­ta dati di una sche­da unica, som­mi­ni­stra­ta ai re­spon­sa­bi­li delle strut­tu­re o­pe­ra­ti­ve sul ter­ri­to­rio. Le in­for­ma­zio­ni rac­col­te in­si­ste­ran­no sui trat­ti sa­lien­ti dei ser­vi­zi: lo­ca­liz­za­zio­ne, sog­get­to pro­mo­to­re, ente ge­sto­re, ti­po­lo­gia di at­ti­vi­tà, o­pe­ra­to­ri coin­vol­ti, rap­por­ti con le i­sti­tu­zio­ni lo­ca­li.

Tra­mi­te la ri­co­gni­zio­ne di cosa si muove sui ter­ri­to­ri a li­vel­lo di as­si­sten­za e so­cia­le si in­ten­de co­glie­re il pro­ces­so di e­vo­lu­zio­ne dei ser­vi­zi, anche in re­la­zio­ne alla tra­sfor­ma­zio­ne dei fe­no­me­ni di di­sa­gio, po­ver­tà ed e­sclu­sio­ne so­cia­le e delle con­di­zio­ni di sa­lu­te. Sarà pos­si­bi­le ri­le­va­re la pre­sen­za di ri­spo­ste par­ti­co­lar­men­te si­gni­fi­ca­ti­ve e in­no­va­ti­ve all’in­ter­no dei ser­vi­zi of­fer­ti dalla Chie­sa, ma anche per ve­ri­fi­ca­re le e­ven­tua­li ca­ren­ze dei ser­vi­zi in rap­por­to alle e­si­gen­ze della so­cie­tà mo­der­na.

In at­te­sa di met­te­re a fuoco la nuova mappa dei ser­vi­zi, può es­se­re utile ri­cor­da­re che il cen­si­men­to rea­liz­za­to alla fine degli anni No­van­ta ri­le­vò 10.938 ser­vi­zi so­cio-as­si­sten­zia­li e so­cio-sa­ni­ta­ri. La mag­gio­ran­za ri­sul­tò co­sti­tui­ta da ser­vi­zi diur­ni e in egual mi­su­ra da ser­vi­zi re­si­den­zia­li (42,3% per en­tram­be le ca­te­go­rie): tra i primi spic­ca­va­no i ser­vi­zi di prima ac­co­glien­za e di aiuto alla per­so­na (21,4%, fon­da­men­tal­men­te cen­tri di a­scol­to e ser­vi­zi di e­ro­ga­zio­ne di beni pri­ma­ri) e – in mi­su­ra più ri­dot­ta – i ser­vi­zi diur­ni per mi­no­ri; tra i se­con­di i più dif­fu­si erano i ser­vi­zi di ac­co­glien­za per an­zia­ni (15,7%) e per a­dul­ti (11,7%), con una quota si­gni­fi­ca­ti­va di ser­vi­zi di ac­co­glien­za per mi­no­ri (6,4%) e tos­si­co­di­pen­den­ti (5,3%). Ven­ne­ro in­fi­ne ri­le­va­ti anche ser­vi­zi di tipo do­mi­ci­lia­re (il re­stan­te 15,4%), tra i quali l’as­si­sten­za do­mi­ci­lia­re (8,8%) e l’as­si­sten­za in o­spe­da­le (3,9).

Con­si­de­ran­do i de­sti­na­ta­ri, la quota mag­gio­re di ser­vi­zi era ri­vol­ta alle per­so­ne an­zia­ne (21,6%), alle per­so­ne e fa­mi­glie i­ta­lia­ne con pro­ble­mi (18,8%), a mi­no­ri e gio­va­ni (16,3%). Da sot­to­li­nea­re anche i ser­vi­zi per gli im­mi­gra­ti (8,9%) e quel­li per u­ten­za e­te­ro­ge­nea (4,5%).

Il nuovo cen­si­men­to con­sen­ti­rà di ve­ri­fi­ca­re ciò che è av­ve­nu­to negli ul­ti­mi dieci anni e se la real­tà dei ser­vi­zi ec­cle­sia­li nel suo com­ples­so ha sa­pu­to co­glie­re con tem­pe­sti­vi­tà ed ef­fi­ca­cia le nuove sfide di una so­cie­tà in ra­pi­da e­vo­lu­zio­ne, in coe­ren­za con la pro­pria mis­sio­ne.

 

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