Centro di ascolto rinnovato, presto il front office

Sulla scrivania del «nuovo» centro di ascolto della Caritas è appoggiata la riproduzione di un quadro di Gauguin dal titolo quanto mai emblematico: «Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?». Il pittore lo realizzò a Tahiti sul finire dell’800 prima di un tentativo fallito di suicidio. Aspetta di essere appeso sulla parete colorata, verniciata di fresco, di via Alfieri e Silvia Tonini, che del centro di ascolto è l’anima, lo guarda e lo tiene in quella stanza quasi come un monito. «Gauguin – spiega – affermava che le parole sono inutili, non risolvono, nè danno risposte ai problemi della vita. Un criterio per il centro di ascolto della Caritas, dove, appunto, il nostro compito non è riempire di parole chi ci chiede aiuto, ma è ascoltare col cuore pronto». In questo dipinto sta tutto il senso al «restyling» a cui sono stati sottoposti gli ambienti della Caritas e soprattutto il centro di ascolto: pareti colorate, nuovi arredi che rendono le 2 stanze più accoglienti, più «calde». «Il colore – conferma la Tonini – aiutaanche l’incontro e predispone ad un’accoglienza più familiare. Mi auguro di trasmettere quello che sento e vorrei che tutto fosse più bello e sereno, come queste pareti». La riqualificazione degli ambienti del centro di ascolto fa parte di un percorso attivato coi fondi dell’8xmille, grazie ad un progetto della diocesi, che ha già permesso l’informatizzazione dei servizi di accesso alla mensa e al centro. «Ogni persona che viene alla Caritas – spiega il vice direttore Luca Grandi – viene registrata su una piattaforma on line. A partire da questo mese l’accesso sarà attivato anche per le Caritas parrocchiali e questo ci consentirà di incrociare i dati in nostro possesso e monitorare l’andamento dei servizi. In Italia siamo attualmente una delle poche Caritas ad avere un meccanismo informatizzato di questo tipo». La II fase del progetto è consistita, appunto, nella riqualificazione del centro di ascolto: non solo sono state ritinteggiate le pareti con colori luminosi, ma sono state acquistate nuove strumentazioni informatiche e nuovi arredi, per garantire un’accoglienza migliore di coloro che bussano portandosi dietro situazioni di solitudine, disperazione, mancanza di lavoro. La III fase sarà l’apertura di un front office per smistare le persone ai vari servizi Caritas, in base ai loro bisogni. Non ci sarà più l’identificazione tramite documento, ma sarà distribuita un tessera con prestazioni precaricate, grazie ad un’apposita piattaforma web.

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