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CARITAS
GROSSETO
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Organigramma
della Caritas di Grosseto |
| Presidente: |
Mons. Franco
Agostinelli, Vescovo di Grosseto |
| Direttore: |
Alberto Eusepi |
| Segretario: |
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| Tesoriere: |
Giuseppe Mariani |
| Resp. Centro d'Ascolto: |
Aldo Laurita |
| Resp. Serv. Civile
Volontario: |
Lorenzo Fantacci |
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Centro di
Accoglienza |
| Funzioni di
coordinamento e/o di supporto: |
Franco Marrani |
| Segreteria Ospiti: |
Mario Martinucci |
| Mensa: |
Jone Ciacci |
| Guardaroba: |
Anna Gaviano |
La Caritas Italiana dalla
fondazione ad oggi:
mete, cammini, progetti
La Caritas Italiana viene
costituita il 2 luglio 1971 con decreto della CEI, dopo la cessazione nel
1968 della POA (Pontificia opera di assistenza). Per questo nuovo organismo
pastorale l’allora Papa Paolo VI indicava mete non assistenziali, ma
pastorali e pedagogiche.
Gli anni settanta, per la Chiesa italiana, sono quelli del primo
piano pastorale “Evangelizzazione e sacramenti” e del primo
Convegno ecclesiale su “Evangelizzazione e promozione umana”
(Roma, 1976) nel quale, tra l’altro, veniva lanciata ai giovani la
proposta dell’obiezione e del servizio civile e alle ragazze quella
dell’Anno di volontariato sociale (AVS). A partire dalla convenzione
col ministero della Difesa stipulata dalla Caritas nel 1977, gli obiettori
di coscienza rappresenteranno non solo una notevole presenza nei servizi
promossi dalle Caritas diocesane, ma anche il segno di una presenza di pace
che per molti giovani continua nella professione, nella famiglia, nella
società e nella Chiesa.
Nel ’75 si tiene a Napoli il Convegno nazionale “Volontariato e
promozione umana”: è l’avvio di una riflessione che
porta ad una sempre più incisiva rilevanza del volontariato nella
società italiana.
All’inizio degli anni ottanta il documento della Cei
“Chiesa italiana e prospettive del paese” (1981) indica a tutta
la Chiesa la strada del «ripartire dagli ultimi»; tanti servizi
sorti, ma anche tutta una spiritualità che li sosteneva e sostiene,
non sarebbero comprensibili al di fuori di quella impostazione
evangelicamente coraggiosa. La Chiesa italiana si muove lungo le linee
precise del piano “Comunione e comunità”; la pastorale
assume con sempre maggiore chiarezza la realtà del territorio come
luogo di responsabilità missionaria, di attenzione caritativa e
sociale.
Il Convegno ecclesiale di Loreto lancia la proposta degli
“Osservatori permanenti dei bisogni e delle povertà”;
emergenze e problemi internazionali aprono sempre più la Chiesa e la
Caritas alla dimensione planetaria maturando la convinzione di non poter
separare la condivisione dalla giustizia, grazie in particolare al decisivo
apporto della “Sollicitudo rei socialis”.
Gli anni ottanta si erano aperti con l’avvio dell’esperienza
dell’Anno di volontariato sociale delle ragazze in alcune diocesi:
assai più ridotto del servizio civile come numeri, ma segno
eloquente di gratuità e di condivisione. Altro aspetto importante la
costituzione della Consulta delle opere caritative e assistenziali (poi
diventata Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali).
Gli anni novanta sono per la Chiesa italiana quelli degli
Orientamenti pastorali Evangelizzazione e testimonianza della carità.
Tra gli obiettivi indicati nel decennio dalla Cei c’è la
costituzione della Caritas parrocchiale in ogni parrocchia. La Caritas
Italiana, nel corso del ’94, effettua un “anno sabatico”;
la riduzione delle attività ordinarie consente un intenso lavoro di
riflessione il cui frutto è la Carta pastorale “Lo riconobbero
nello spezzare il pane”.
Si moltiplicano le emergenze internazionali e i relativi impegni e
presenze: ciclone in Bangladesh (’91), smembramento dell’ex-Jugoslavia
e violenze in tutti i Balcani, Ruanda e intera regione africana dei Grandi
Laghi. In Somalia, in uno degli interventi più significativi
condotti all’estero da Caritas Italiana, alcuni armati uccidono
Graziella Fumagalli, il medico che dirige il servizio antitubercolare, e
feriscono il biologo Francesco Andreoli: è il 22 ottobre ’95.
Varie emergenze in Italia tra cui l’alluvione in Piemonte nel
novembre ’94, il terremoto in Umbria e Marche (autunno ’97) e
l’alluvione in Campania (giugno ’98).
CONTINUA
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