Cittadinanza Creativa 2013

Il mondo del ‘bisogno’ purtroppo è sempre più vasto e variegato, anche nella nostra città: la mensa dei poveri e la distribuzione alimentare, dove viene consegnato il “pacco” di viveri, da poter cucinare o mangiare a casa, sono sempre più frequentate e anche “diversamente” frequentate, visto che ne usufruiscono tante persone che fino a poco fa ancora riuscivano a sbarcare il lunario. I nuovi poveri sono rappresentati proprio dalle famiglie, che tra tasse crescenti e bollette non arrivano più alla fine del mese. In un contesto di profonda crisi, chi prima era “solo” oggi lo è ancora di più; nessuno va a pensare all’anziano della porta accanto, all’allettato che soffre chiuso in casa o al diversamente abile che non può uscire dal palazzo a causa delle barriere architettoniche e della mancanza di volontari.


E in questo contesto, in occasione della conclusione dell’anno scolastico si è voluto tirare le somme di una progettualità di volontariato orientata esclusivamente ai giovani dai 5 ai 18 anni.

“Abbiamo voluto far scoprire e far vivere a centinaia di ragazze e ragazzi cosa vuol dire mettersi a servizio di chi è nel bisogno – racconta il Vice Direttore Luca Grandi – proponendo molteplici attività che sono passate dagli incontri nelle scuole primarie e secondaria del territorio della nostra Diocesi, fino all’opportunità di agli studenti delle scuole superiori di prestare volontariato nelle nostre strutture.”

Tutto ciò è stato raggiunto attraverso il progetto “Cittadinanza Creativa”, in collaborazione con l’Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica ed il Provveditorato Provinciale. Questo ha permesso a Caritas Grosseto di fare circa cinquanta incontri, nelle scuole della città e dei comuni limitrofi al capoluogo e di offrire a circa cento studenti delle scuole Secondarie di Secondo Grado l’opportunità di vivere una mini esperienza di volontariato di venti ore nelle nostre strutture della città: il Centro di Accoglienza, la Comunità educativa Santa Elisabetta ed il Centro Diurno per disabili “Noi Insieme”.

Un bilancio positivo, dunque, che nonostante il numero crescente di situazioni di disagio nella nostra città, cerchiamo di vedere come un segno di speranza nel futuro.

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