Come innovare il sociale e fare sviluppo – 20 maggio 2016 (Sala del Consiglio Comunale)

Con l’avvio della campagna elettorale è iniziato il dibattito su cosa fare degli edifici pubblici di Grosseto avviati al degrado, come l’ospedale vecchio o l’ex-Garibaldi. I candidati-sindaco gareggiano tra loro a ideare il progetto più ambizioso per il recupero di quei beni, ma di solito, sorvolano su un dettaglio: dove trovare i soldi per il progetto. Alcuni vogliono cederne una parte a privati per costruire altre case; altri parlano di fondi europei, che sono una sorta di pass-partout valido per tutte le stagioni, ma mai usato sinora da quegli stessi che lo propongono. Se stavolta volessimo essere ottimisti e i fondi europei venissero trovati per il recupero degli edifici abbandonati, dove trovare, poi, le risorse per mantenerli?

Noi una proposta ce l’abbiamo: l’abbiamo costruita sull’esempio di quanto realizzato in altri Paesi. Non riguarda solo la rigenerazione dei beni pubblici, ma anche un modo nuovo di fare le politiche sociali. Non è più tempo delle elargizioni a fondo perduto, i tempi richiedono progetti sostenibili, che, una volta avviati, abbiano le gambe per andare avanti da soli. Progetti che si occupino di questioni sociali (dal lavoro alla casa, alla disabilità, etc…) nell’ottica di occuparsi non di pochi, ma dell’intera comunità, recuperando interi quartieri, creando occasioni di inserimento lavorativo e, quindi, di creazione di ricchezza economica, favorendo l’integrazione.

Dal sociale allo sviluppo economico, dalla finanza sociale al Comune sostenibile: che ne pensano i candidati sindaco?

Dopo l’esposizione del progetto, a ciascun candidato sarà chiesto di esprimere una posizione e un impegno davanti alla cittadinanza.

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