Essere poveri con i poveri – Il Servizio Civile ad Assisi

assisiEssere poveri con i poveri. I ragazzi che stanno svolgendo il servizio civile alla Caritas hanno trascorso due giorni animati da questo tema Essere poveri con i poveri e l’hanno fatto tra le Celle di Cortona e Assisi il 16 e 17 aprile, nei luoghi cioè dove San Francesco d’Assisi è nato, ha sognato, e ha scoperto la ricchezza della povertà e l’ha scelta come stile di animo e di vita. Un’occasione buona per i ragazzi, che quotidianamente ormai da circa 4 mesi sono in contatto con vari tipi di povertà, per scoprire attraverso l’esperienza di vita di Francesco quanto sia bello e arricchente rischiare e sporcarsi le mani e quanto sia fondamentale, per poter accogliere la povertà, scoprirsi prima noi, poveri.

Alle celle di Cortona, luogo caro al poverello d’Assisi, i ragazzi sono stati provocati dalle parole di Padre Marco Bernardi, frate minore cappuccino, il quale ha sollecitato i ragazzi spiegando loro come si possa scegliere, oggi, la vita del frate minore e attraverso il racconto della sua scelta ha stimolato in loro la riflessione riguardo alla forza dell’incontro, all’importanza di essere poveri in spirito per farsi toccare e per scoprire se stessi, e la potenza della carità, quando è autentica. Spostandoci poi a Assisi, ci siamo fermati con San Francesco nel luogo dove la sua vita fu cambiata, nella piana di Assisi a Rivotorto: lì Francesco incontrò il lebbroso, scese dal suo cavallo e baciò quell’uomo afflitta da una malattia per la quale Francesco nutriva la più profonda avversione; ma da quel momento ciò che gli era più amaro – come i lebbrosi – gli fu tramutato in dolcezza di animo e di corpo, come lo stesso San Francesco scrive nel suo testamento. I ragazzi sono stati sollecitati da questo passaggio e attarverso un laboratorio incentrato proprio sul evento di Rivotorto, hanno provato a ripercorrere il significato dei movimenti compiuti da Francesco: lasciarsi sorprendere dalla povertà, abbattere i propri muri e accettare le proprie povertà e attraverso queste brecce andare incontro, lasciandosi andare a gesti di carità incondizionata, anche un po’ folli.

Tutti movimenti molto faticosi, come scendere dalle proprie sicurezze e dalle proprie roccaforti, e che impongono una certa violenza su se stessi; eppure sono tali da generare tantissime emozioni: infatti in seguito, quando i ragazzi hanno dovuto trovare per ciascuno dei loro compagni un pregio e una cosa bella, hanno sperimentato quanto, vedere oltre le piccole amarezze di chi vive accanto a noi, anche se comporta un po’ di sforzo, permetta però di scoprire anche un po’ se stessi e sperimentare l’accoglienza autentica. Hanno scoperto allora, con Francesco, che occorre fare un po’ di fatica per sperimentare la carità autentica e che soltanto scoprendosi poveri si può imparare a stare accanto e metterla in circolo, la carità. Nella mattinata e nel primo pomeriggio di venerdì sono andati invece alla scoperta di Assisi attraverso i luoghi e gli eventi della povertà di San Francesco, partendo dalla chiesa di San Damiano, Santa Chiara e il crocifisso che parlò al Santo, e soffermandosi con più attenzione alla piazza del Vescovado, dove Francesco, più di ottocento anni fa, si spogliò degli abiti e delle abitudini del mondo per seguire Cristo nudo e povero e quindi scegliendo di sposare Madonna Povertà: insieme hanno preso consapevolezza che l’esperienza di servizio civile alla Caritas stia imponendo loro di svestirsi del superfluo e delle pesantezze per generare nuovi modi di fare e di agire. Hanno poi proseguito verso il Sacro Convento e concluso il loro percorso a Santa Maria degli Angeli, dove si sono lasciati meravigliare dalla piccola chiesa della Porziuncola.

Là hanno anche lasciato scritte le emozioni vissute durante l’esperienza insieme —tra le parole che si sono scambiati hanno risuonato speranza, consapevolezza, carità, viaggio, scambio, unione, animo, calore, incontro di sguardi, cambiamento, povertà nella ricchezza—, esperienza che è stata anche occasione, per i ragazzi, di sperimentare la condivisione dei servizi, cucinare, rigovernare e ripulire, aspettarsi lungo il cammino, dormire insieme, e ridere e condividere le gioie e i dolori che il servizio quotidiano in tutti i centri della Caritas dona.

Facebooktwittergoogle_plus