Giovani in Caritas, l’occasione di un’estate dedicata al servizio dei poveri

Un’estate al mare!» cantava negli anni ’80 Giuny Russo. Ma oltre alla spiaggia, al relax, al divertimento, alla tintarella e ai bagni ci può essere un tempo da spendere diversamente. Soprattutto per i più giovani, abituati spesso a concepire l’estate solo come un tempo di «dolce far niente» dopo le fatiche sui libri. La Caritas diocesana quest’anno lancia la proposta di un’estate alternativa, nella quale non vadano in vacanza l’attenzione ai poveri e a coloro che sono nel bisogno. «Per i nostri ragazzi può essere una bella opportunità – commenta don Enzo Capitani – Il tempo libero dallo studio può, infatti, essere un tempo non necessariamente vuoto da impegni, soprattutto nell’assumere uno sguardo nuovo, più attento verso quelle parti di città che rischiano di sfuggire anche ai giovani, presi come sono da mille altre occupazioni e interessi».

È per questo che è nata l’idea di offrire loro un’esperienza formativa alla solidarietà che non sia, però, mordi e fuggi, ma impegni il cuore, la sensibilità, l’attenzione, l’intelligenza in una visione nuova della vita, della realtà che li circonda, del bene da poter fare e condividere. La Caritas pensa, infatti, ad una 5 giorni di convivenza ed amicizia per giovani dai 18 ai 28 anni. «Il tema che accompagnerà questa esperienza sarà il servizio ai poveri e la condivisione – spiega don Enzo Capitani – Abbiamo, infatti, pensato al periodo che va dal 5 al 9 settembre, quando si sta per riprendere le attività scolastiche o di studio. L’esperienza sarà totalmente gratuita e sarà residenziale, nel senso che i ragazzi che accetteranno di lasciarsi coinvolgere, vivranno al centro giovanile Frassati, in via degli apostoli, a Grosseto e durante le giornate trascorreranno il tempo nei luoghi del servizio quotidiano della Caritas (centro di ascolto, centro di accoglienza, mensa, emporio della solidarietà) e nei luoghi di accoglienza dei migranti». Questa proposta si rivolge ad un massimo di 15 giovani. Non solo.

La Caritas, da tempo impegnata anche nel sostegno a nuclei familiari in difficoltà economica, pensa anche ad una iniziativa per le famiglie o per coppie di sposi che abbiano voglia di «sperimentare la carità come relazione al fianco dei migranti nelle strutture del nostro territorio diocesano», spiega ancora don Capitani. In questo caso si tratterà di una esperienza non residenziale: le famiglie o le coppie dedicheranno il tempo a loro disposizione nei fine settimana di luglio ed agosto, per i migranti accolti come profughi nelle strutture diocesane, affiancati dagli operatori che giornalmente prestano lì il loro servizio. Sarà un’esperienza col duplice fine di far incontrare le persone, creare relazioni di prossimità tra uomini che hanno tutti la stessa dignità e, così, contribuire ad alimentare una cultura dell’accoglienza, dell’incontro, della speranza, contro la tendenza sempre più diffusa al rifiuto, al pregiudizio, alla chiusura preconcetta, alla paura. Infine, anche quest’anno la Caritas sarà la «regista» dell’organizzazione della Raccolta di San Lorenzo, l’iniziativa di carità voluta ormai da 3 anni dal Vescovo e fatta propria da tante realtà cattoliche e laiche del territorio per abbinare alla festa del Patrono un gesto di attenzione verso i poveri, che il santo martire presentò ai soldati romani come i veri «tesori» della Chiesa.

La Raccolta quest’anno si terrà sabato 6 agosto. Lo scorso anno coinvolse un bel numero di volontari, che trascorsero la giornata nei supermercati Conad e Simply per invogliare coloro che si recavano a fare la spesa ad acquistare anche qualche prodotto per i poveri. Quest’anno la volontà è di estendere l’iniziativa a tutte le catene della grande distribuzione di Grosseto. «L’iniziativa – precisa don Enzo – è aperta ad ogni persona di buona volontà, che vuol mettere a disposizione l’intera o metà giornata per aiutare le famiglie più bisognose della Diocesi». Nei giorni scorsi la Caritas ha inviato una lettera con tutte le proposte dell’estate ai parroci, ai responsabili delle associazioni del laicato cattolico, ma l’obiettivo è naturalmente allargare sempre di più il raggio. Perché la carità è un fatto cristiano, ma non solo per i cristiani.

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