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Il servizio civile degli obiettori di coscienza, ieri, così come quello dei giovani volontari, oggi, costituisce un prezioso patrimonio, un luogo in cui, soprattutto grazie alla Caritas, la Chiesa si è fatta prossima al mondo giovanile, indicandogli la strada del servizio e della pace.
L’esperienza del servizio civile è stata e rimane per molti giovani nei quarant’anni della Caritas anche una scuola di vita, nel senso che ha costituito per essi un momento per apprendere e vivere non solo alcuni valori, ma anche per imparare a compiere scelte personali. Il contatto con chi vive nel bisogno, in Italia e all’estero, ha fatto maturare una nuova sensibilità per il bene comune e l’attenzione all’altro, soprattutto se più debole.
La mission che il servizio civile riveste per i giovani che lo scelgono è ben sintetizzata nelle parole di Papa Benedetto XVI pronunciate nell’udienza ai giovani volontari del servizio civile nazionale del 28 marzo 2009, quando rivolgendosi direttamente a loro ebbe a dire: «Ciascuno, attraverso questa esperienza di volontariato, può rafforzare la propria sensibilità sociale, conoscere più da vicino i problemi della gente e farsi promotore attivo di una solidarietà concreta. È questo sicuramente il principale obiettivo del servizio civile, un obiettivo formativo: educare le giovani generazioni a coltivare un senso di attenzione responsabile nei confronti delle persone bisognose e del bene comune».
Ed è ormai passati due mesi dall’inizio del Servizio Civile Regionale 2011 presso la Caritas Diocesana di Grosseto per Antonella, Selene e Vittoria.
Con una settimana impegnata in varie attività, dal mattino al Centro di Accoglienza della Caritas al pomeriggio presso la Comunità Educativa per minori delle Suore Francescane di Santa Elisabetta ed il Centro Diurno per diversamente abili “Noi Insieme”.
Le ragazze dimostrano molto entusiasmo nel raccontare questa loro esperienza: “Per descrivere questa opportunità che ci è stata data non basterebbe una giornata. Le aspettative di partenza si stanno realizzando giorno dopo giorno e il timore iniziale si è fatto da parte per far posto alla voglia di continuare a regalare un sorriso a chi ne ha bisogno; sono proprio loro che ricevendo le nostre attenzioni, senza nemmeno accorgersene, ci donano la voglia di vivere ricambiando così il nostro aiuto.
Questo progetto rappresenta la migliore esperienza dal punto di vista di crescita e formazione personale facendoci vedere con occhi nuovi situazioni di vita disagiate che in un’altro contesto non avremmo potuto conoscere.”
Continuano Selene, Vittoria e Antonella: ”Frequentando questi centri stiamo a contatto con le altre volontarie che hanno imparato a volerci bene come fossimo le loro nipoti, noi, a nostra volta, abbiamo capito che la migliore aula del mondo è ai piedi di una persona anziana, quindi, per ora, ringraziamo la nostra grande e nuova famiglia.”
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