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«Da questo vi riconosceranno...» (Gv. 13, 35)
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Scritto da Luca Grandi
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Mercoledì 21 Dicembre 2011 16:40 |
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Anche quest'anno, come da tradizione, in occasione delle festività natalizie, il Vescovo di Grosseto S.E. Mons. Franco Agostinelli ha pranzato con gli ospiti della mensa del Centro di Accoglienza della Caritas Diocesana, in via Alfieri n. 11.
I volontari della Caritas, in servizio, come sempre, per tutte le festività natalizie, hanno preparato un pranzo speciale comprensivo di antipasto e torta fatta in casa dalle volontarie della mensa.
A cornice della tradizionale visita, che è stato accompagnato da Mons. Franco Cencioni, il Vescovo ha benedetto e consegnato un veicolo acquistato dall'Associazione di Volontariato Madre Teresa, con il contributo CEI 8xMille, concesso per il progetto "Coesione e solidarietà" e che sarà utilizzato a supporto dei servizi erogati dal Centro di Accoglienza e Ascolto della Caritas Diocesana.
Un evento che per la Caritas Diocesana, in prima linea nella città di Grosseto, è stato un momento per fare un bilancio dell’anno che sta per concludersi e rilanciare l’impegno per le situazioni di disagio che la Chiesa di Grosseto incontra sempre più numerose.
Dal responsabile del Centro di Accoglienza Luca Grandi dati indicativi sulla situazione grossetana: “Siamo ben oltre i numeri dello scorso anno 2010, alla mensa abbiamo registrato un incremento di circa 3500 pasti rispetto tra questo periodo e lo stesso dell’anno precedente, fino allo scorso anno l’incremento era costante ma di poche centinaia di unità” e continua “Non è nel nostro stile fornire dati parziali e incompleti, ma ci premeva diffondere questo preoccupante dato, indice che nella nostra città questo 2011 è stato un anno drammatico su numerosi fronti: famiglie, immigrati, giovani”
Un 2011 che ha ampliato la rete, informatica e di relazioni, dei Centri di Ascolto Caritas nelle Parrocchie della nostra Diocesi e che rafforzato la presenza della Chiesa nei quartieri della città. E’ continuata l’azione di sensibilizzazione nelle scuole e con gli istituti di ogni ordine e grado.
Da segnalare anche un progetto approvato dalla Regione Toscana, per dare la possibilità a tre giovani di svolgere il Servizio Civile volontario, ad oggi operante. Ed infine una stretta collaborazione con numerosi soggetti della città per essere un punto di riferimento per chi cerca aiuto e per chi vuole offrirsi come volontario.
Nell’occasione il Vescovo ha ringraziato sentitamente i volontari e gli ospiti, augurando a tutti un felice Natale.
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Scritto da Luca Grandi
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Venerdì 02 Dicembre 2011 23:16 |
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Il servizio civile degli obiettori di coscienza, ieri, così come quello dei giovani volontari, oggi, costituisce un prezioso patrimonio, un luogo in cui, soprattutto grazie alla Caritas, la Chiesa si è fatta prossima al mondo giovanile, indicandogli la strada del servizio e della pace.
L’esperienza del servizio civile è stata e rimane per molti giovani nei quarant’anni della Caritas anche una scuola di vita, nel senso che ha costituito per essi un momento per apprendere e vivere non solo alcuni valori, ma anche per imparare a compiere scelte personali. Il contatto con chi vive nel bisogno, in Italia e all’estero, ha fatto maturare una nuova sensibilità per il bene comune e l’attenzione all’altro, soprattutto se più debole.
La mission che il servizio civile riveste per i giovani che lo scelgono è ben sintetizzata nelle parole di Papa Benedetto XVI pronunciate nell’udienza ai giovani volontari del servizio civile nazionale del 28 marzo 2009, quando rivolgendosi direttamente a loro ebbe a dire: «Ciascuno, attraverso questa esperienza di volontariato, può rafforzare la propria sensibilità sociale, conoscere più da vicino i problemi della gente e farsi promotore attivo di una solidarietà concreta. È questo sicuramente il principale obiettivo del servizio civile, un obiettivo formativo: educare le giovani generazioni a coltivare un senso di attenzione responsabile nei confronti delle persone bisognose e del bene comune».
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Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 10:35 |
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Scritto da Luca Grandi
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Venerdì 02 Dicembre 2011 23:06 |
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Al di sopra dell’aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica”. Disse così, Papa Paolo VI, alle Caritas (Italiana e diocesane), il 28 settembre 1972.
Era il loro primo convegno nazionale. Oggi, nei giorni in cui si festeggiano i 40 anni di presenza nel panorama della chiesa e della società del nostro paese, si è chiamati a non confondere tre aspetti della Caritas: l’essere, il fare e l’agire. E a mantenere coerenza costante tra questi tre aspetti.
La via migliore per evitare confusioni è proprio rifarsi alle ragioni che portarono Paolo VI a istituire Caritas Italiana. E al ricco patrimonio di presenza pastorale servito dalle Caritas a territori e chiese, a livello nazionale, europeo e internazionale.
È un organismo pastorale: organismo dice organicità, dinamicità, vitalità. Realtà in divenire, che si muove e interagisce nel tempo con la storia delle chiese e degli uomini. Paolo VI ha voluto inoltre che si adeguasse costantemente alle situazioni e alla storia, in forme consone ai tempi e ai bisogni. E ha aggiunto la prevalente funzione pedagogica, cioè educativa, per promuovere l’animazione del senso della carità verso le persone e le comunità.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Dicembre 2011 23:06 |
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