In relazione per rieducarci al principio della gratuità

La relazione? Tutt’altro che facile! Eppure indispensabile. Anche in economia. È stata questa la traccia offerta, in tre ore di lezione- conversazione, da Luigino Bruni, economista, docente alla Lumsa di Roma, saggista ed editorialista di Avvenire, in occasione dell’inaugurazione della scuola diocesana «Economia e Comunità». Alla sua seconda edizione, la scuola – promossa da Caritas diocesana in collaborazione col Polo Bonfanti di Loppiano e col contributo finanziaro di Banca Tema, cooperative Solidarietà è Crescita e Uscita di sicurezza e associazione e fondazione L’Altra Città – ha visto oltre cinquanta persone, fra iscritti e uditori, intervenire alla lezione inaugurale. Oltre a Bruni, l’altro relatore è stato il vescovo Cetoloni, che ha incentrato il suo intervento sulle parabole evangeliche del grano e della zizzania e del granello di senape, oltre che sulle parole del Papa all’udienza concessa, alcune settimane fa, ai partecipanti all’incontro sulla economia di comunione. La lezione dialogata di Luigino Bruni ha dato modo di entrare fin da subito nel cuore del percorso, che quest’anno la scuola propone: quello, appunto, delle relazioni. «Tema non banale – ha esordito – perché in pochi anni si è passati da speranze ed esperienze di integrazione ad una fase problematica non solo in Europa, ma anche nelle Americhe, in Asia… Quello attuale – ha aggiunto – è un momento in cui la speranza di un’umanità di popoli si infrange davanti a nuovi muri, ai nazionalismi, alla paura della diversità. Tutto l’opposto della comunità-relazione».

Che c’entra tutto questo con l’economia? C’entra se la concepiamo come un modo attraverso il quale costruire paradigmi nuovi, in cui la persona non sia parte di un ingranaggio, ma il motore. E così, attraverso la figura biblica di Giobbe, Bruni ha offerto un taglio interessantissimo su come la Scrittura sia, fin dalle sue prime pagine, impegnata a «smontare» quell’idea retributiva di Dio, per cui più l’uomo è buono, più ottiene. «Giobbe – ha commentato – è il libro che rivela come sulla terra possa esistere qualcuno buono senza esser pagato», buono solo perchè esser buoni ne vale la pena! È un modo diverso di rialfabetizzarci, anche in economia, all’idea della gratuità. «Oggi – ha sottolineato Bruni – l’incentivo è lo strumento principale attraverso cui il culto capitalistico sta eliminando la gratuità dal mondo degli uomini». E ha introdotto, a mo’ d’esempio, un fenomeno – oggi molto diffuso e molto apprezzato (perchè in effetti ha delle radici buone) -: quello della sharing economy, ovvero la condivisione di case, auto, perfino di pasti. Nata come idea innovativa per umanizzare la logica del mercato, nella logica del low cost, in realtà – ha messo in guardia l’economista – rischia di produrre, tra i suoi effetti non intenzionali, «nuovi mercati in ambiti in precedenza retti dal principio della gratuità».

E così anche quelle idee che nascono con propositi buoni rischiano di essere fagocitate dentro logiche mercantili «e purtroppo – ha chiosato Bruni – per la gratuità non ci sono sindacati di categoria»… Nessuno, in altri termini, è portato a difenderla come valore che non è sinonimo di gratis (di ciò che non si paga), ma che, prima di tutto, è rivelatore di un modo sano di intendere, appunto, le relazioni con le cose, col denaro, con gli altri. Costruire una comunità, allora, è rimettere al centro anche l’idea di gratuità, che è – per dirla con Seneca, citato dall’economista – «non ricercare un utile dai benefici fatti, ma badare al beneficio in se stesso». Che significa educarsi ed educare (ad esempio le giovani generazioni) a fare il bene perché… è bene. Il secondo modulo della scuola «Economia e Comunità» è in programma sabato 29 aprile. Avrà per tema «Sviluppo e povertà: “complicazioni” relazionali» con Licia Paglione, sociologa dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano e Paola Iacovone, del progetto «Fare sistema oltre l’accoglienza». Le lezioni si terranno nell’aula formativa de L’Altra Città, in via Alfieri 5, a Grosseto con una sessione mattutina e una pomeridiana.

Facebooktwittergoogle_plus