«In relazione»: torna la scuola «Economia e comunità»

Sarà «In relazione» il filo conduttore della seconda edizione della scuola «Economia e comunità», che la diocesi ripropone, per il secondo anno consecutivo, attraverso la Caritas e grazie alla collaborazione del Polo «Lionello Bonfanti»di Loppiano. Il percorso, rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire i contenuti di un’altra economia, che non sia solo quella legata alle logiche del profitto e della speculazione, ma sia elemento e strumento di relazione e di comunione, prenderà il via l’11 marzo e si concluderà l’8 luglio. Cinque moduli, curati da docenti, economisti, imprenditori di altissimo livello (vedere il programma nell’articolo di spalla), che dimostreranno concretamente che altri paradigmi, altri linguaggi, altri criteri con cui approcciare concretamente l’economia sono davvero possibili. Direttore scientifico della scuola sarà anche quest’anno il prof. Luigino Bruni, economista di fama, editorialista di Avvenire, ma soprattutto tra coloro che hanno teorizzato e provano a dare gambe all’economia di comunione, nata venticinque anni fa su impulso di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, di fronte allo scandalo delle diseguaglianze e delle disparità. Il 4 febbraio papa Francesco ha ricevuto i partecipanti all’incontro «Economia di comunione» promosso proprio dal movimento dei Focolari e nel suo intervento ha detto parole chiare su tre cose. Prima di tutto sul denaro. «Quando il capitalismo – ha detto Francesco – fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto». Poi sulla povertà: «Oggi si attuano molteplici iniziative, pubbliche e private, per combattere la povertà (…), ma il capitalismo continua a produrre gli scarti che poi vorrebbe curare. Il principale problema etico di questo capitalismo è la creazione di scarti per poi cercare di nasconderli o curarli per non farli più vedere». Infine sul futuro. «Vi auguro – ha detto il Papa ai partecipanti al convegno – di essere seme, sale e lievito di un’altra economia: l’economia del Regno, dove i ricchi sanno condividere le loro ricchezze e i poveri sono chiamati beati».
Parole che faranno da bussola anche alla seconda edizione della scuola, avviata lo scorso anno nel contesto del Giubileo della misericordia come proposta di formazione e di riflessione. «Fin dal percorso intrapreso lo scorso anno – commenta il direttore di Caritas don Enzo Capitani – abbiamo compreso che un’altra economia è davvero possibile, diversa dal capitalismo, che mette al centro solo il possesso e l’uso del denaro fine a se stesso. La domanda che ci siamo fatti e continuiamo a farci è se da questa crisi sia possibile uscirne, non solo in termini di ripresa economica, ma in termini di cambiamenti culturali. Noi crediamo di sì, purché però si abbia la consapevolezza e la forza di reimpostare la dottrina del profitto per trasformarla in esperienza di redistribuzione delle ricchezze, che evitino ulteriori sperequazioni». Il Papa l’ha detto chiaro: «Il capitalismo conosce la filantropia, non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle “briciole”». Ecco perché il filo conduttore di questa seconda edizione della scuola «Economia e comunità» sarà il tema della relazione. «Quando parliamo di relazione – specifica don Capitani – non ci riferiamo solamente ai rapporti interpersonali, ma anche – ad esempio – col creato, con le risorse della terra, perché non si può pensare che si continui a produrre a discapito dei poveri e sfruttando a piene mani la terra e poi magari si dia vita a Fondazioni o associazioni filantropiche che fanno del bene. Tutto lodevole, ma sono i paradigmi che vanno capovolti e per farlo c’è bisogno di persone formate e consapevoli. Per questo continuiamo l’impegno di questa scuola». Come già lo scorso anno, la scuola è a numero chiuso: un massimo di 30 iscritti. Chi fosse interessato può contattare la Caritas diocesana in via Alfieri (email caritas@caritasgrosseto.org; telefono 0564 28344) e ricevere le informazioni necessarie. Per l’iscrizione occorre compilare un apposito modulo e versare la quota di 30 euro per le spese di segreteria.

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