Lotta allo spreco nuova opera di misericordia per ricostruire l’umano ferito dall’ingiustizia

La lotta allo spreco come nuova opera di misericordia. Chissà se davvero anche questo possa diventare uno dei doni di grazia che arriveranno dall’Anno giubilare della misericordia, indetto da Papa Francesco, che si aprirà l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione. Sicuramente è la prospettiva che la Caritas, impegnata ogni giorno non solo a rispondere ai bisogni primari di tante persone in stato di indigenza, ma anche e soprattutto a educare, attraverso opere- segno, ad una vita che sia davvero più evangelica e più umana per tutti, si sta già dando. La conferma è arrivata venerdì scorso alla parrocchia dell’Addolorata, che ha aperto la sua festa patronale con un incontro animato da Luca Grandi, vice direttore della Caritas diocesana di Grosseto, e da Donatella Turri, direttrice della Caritas di Lucca e prima ancora una mamma, alle prese – come la gran parte dei genitori – con la difficile arte di contemperare bisogni effettivi dei figli con una prospettiva educativa che li aiuti a volare più in alto di quel che sembrerebbe possibile. «Ripensare l’umano per abitare la terra: le scelte antispreco per l’individuo, la famiglia, la comunità» era il titolo della serata, molto partecipata, nella quale non si è fatto solo teoria (seppure anche questa serva per prendere coscienza della realtà e lasciarsi educare da essa), ma si è scesi nel pratico, grazie alla capacità che ogni operatore Caritas ha di contemperare, in qualche modo, sogno e realtà.

Se Donatella Turri è andata in profondità rispetto al tema, proponendo, appunto, il tema delle scelte antispreco come una moderna e attualissima opera di misericordia, capace cioè di controbilanciare i tanti (troppi) gesti di indifferenza che connotano le condotte quotidiane di tanti (anche cristiani), Luca Grandi è entrato nello specifico dell’esperienza che si vive a Grosseto attraverso l’Emporio della solidarietà, l’ultima opera nata in seno alla Caritas per consentire a famiglie in stato di indigenza di poter fare gratuitamente la spesa esercitando il diritto alla scelta. Ma l’Emporio è anche altro: vuole essere una scuola ai nuovi stili di vita. Per questo Grandi ha illustrato il libricino realizzato durante l’estate da Caritas diocesana «Con- dividere per moltiplicare», in cui sono contenuti consigli molto pratici su come risparmiare per condividere e donare e sono riportate ricette, tratte dalla tradizione culinaria di famiglie straniere presenti sul territorio, che rappresentano anch’esse un modo per acquisire consapevolezza su nuovi e possibili stili di vita.

Dietro al nostro rapporto col cibo, insomma, c’è il valore che diamo (o non diamo più) al tempo, alla relazione, alla cura, alla fatica che, ad esempio, un contadino conosce bene. Oggi buttiamo nell’immondizia con facilità troppe cose, compreso cibo che, invece, potrebbe essere recuperato, ma non nella logica dell’accaparrare, ma nella consapevolezza che ciò che si recupera può diventare anche strumento di condivisione. I consigli pratici non sono mancati, a riprova che non si tratta solo di belle idee difficili da attualizzare e hanno fatto comprendere una volta di più che il cambiamento è possibile, dipende da noi, ci interpella e interpella le nostre piccole scelte domestiche, che come cristiani devono premerci perché passa anche da lì il nostro aderire al Vangelo. Il tema del cibo è stato ulteriormente approfondito anche nei giorni successivi, con la bella iniziativa di domenica 13 settembre «Il cucchiaio d’argento: a tavola coi nostri nonni», una sorta di piccolo expo con piatti, pietanze e apparecchiature. La festa proseguirà fino a sabato 19 quando alle 20 è in programma la cena preparata dalla Bottequa «Il mondo si fa piatto…per viaggiare tra i sapori del mondo».

Facebooktwittergoogle_plus