Prodotti invenduti? Li ritira la Caritas!

Difficile stimare quanto sia l’ammontare giornaliero di prodotti alimentari troppo vicini alla scadenza da dover essere tolti dagli scaffali dei supermercati, perchè non vendibili. A volte bastano anche lievi ammaccature nelle confezioni per costringere a ritirare i prodotti dal banco. E che fine fanno? Un problema che si sono posti in molti, sopratutto perchè in tempi di crisi gettare via quanto, invece, potrebbe essere recuperato sembra davvero un oltraggio. È così che ormai da qualche tempo la gran parte delle catene di supermercati presenti nel nostro Paese prova a recuperare carni, pasta fresca, latticini, riso, prodotti in scatola non più vendibili, ma pur sempre utilizzabili, per donarli a realtà di volontariato o sociali, che si occupano di far fronte alle nuove o vecchie povertà. In giro per l’Italia sono nate tante belle esperienze per progetti di recupro e distribuzione solidale. Anche la Caritas di Grosseto sta sviluppando questo percorso, che gli consente di disporre di prodotti ancora buoni da mettere a disposizione di chi ne ha bisogno. Proprio nei giorni scorsi il vice direttore della Caritas diocesana, Luca Grandi, ha partecipato al taglio del nastro del nuovo supermercato Simply, in via Coclite, con cui Caritas ha siglato un accordo per cui i prodotti alimentari ancora vendibili, ma non più commercializzabili del punto Simply di via Coclite saranno destinati alla Caritas, che a sua volta li metterà a disposizione dell’Emporio della solidarietà, dove ormai un centinaio di famiglie inserite nel progetto di accompagnamento verso una ritrovata autonomia, possono settimanalmente fare la spesa gratuitamente scegliendo ciò di cui hanno bisogno, invece di ricevere il pacco-viveri. «Ogni settimana – spiega Luca Grandi – saremo contattati dagli operatori del supermercato e noi, tramite nostri volontari, provvederemo al ritiro dei prodotti disponibili». Il vice direttore della Caritas ricorda come in passato un percorso analogo sia stato effettuato anche col punto Coop di via Inghilterra: «Adesso quella convenzione è stata traslata in favore della Caritas parrocchiale della Santa Famiglia». Ma collaborazioni tra supermercati e Caritas in favore dei poveri ne esistono anche altre. Ad esempio con Conad. «Nel supermercato del Tiro a Segno c’è un cestone dove coloro che vanno a fare la spesa per la propria famiglia possono acquistare e lasciare prodotti alimentari per i poveri, che poi vengono assegnati alla Caritas parrocchiale di San Giuseppe, mentre negli altri punti vendita di via Senegal e del centro commerciale Aurelia Antica quanto lasciato nei cestoni viene ritirato direttamente da Caritas diocesana». E per quanto la Caritas stringa alleanze e disponga anche dei mezzi per provvedere al ritiro, quel che manca sono, semmai, i volontari che si occupino specificamente di questo prezioso servizio. «Lancio un appello – dice Luca Grandi – perchè se ci sono persone desiderose di dedicare un po’ del loro tempo agli altri, la Caritas è pronta ad accoglierli per questo tipo di servizio per noi molto importante».

 

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