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   CARITAS GROSSETO

SERVIZIO CIVILE E OLTRE

 

Premessa

 

Servizio civile significa anzitutto servire per costruire la pace e la giustizia sociale. Il rapporto fra pace, giustizia sociale e giovani non suona certamente nuovo per le nostre comunità diocesane, soprattutto per quelle che in questi anni hanno maturato delle esperienze significative a diretto contatto con il mondo giovanile, attraverso il volontariato, il servizio civile sostitutivo e quello volontario.

La “carta pastorale” intitolata Lo riconobbero nello spezzare il pane, ad esempio, richiama l’attenzione sul compito pedagogico di educazione alla mondialità e alla pace che caratterizza il servizio delle comunità ecclesiali nell’aiutare a «pensare a una carità non separata dalla giustizia e perciò capace di denunciare le strutture di peccato [proponendo] scelte ispirate alla nonviolenza» (n. 41, p. 33). Si tratta, prosegue il documento, di giocare la «“prevalente funzione pedagogica” sia nel campo dell’educazione delle coscienze ai fondamentali valori umani, sia nella sensibilizzazione delle comunità cristiane – dei giovani soprattutto – alla riconciliazione, alla pace, al servizio».

Traendo spunto dal passo sopraccitato, in questa sede s’intende declinare il tema servizio civile sul versante prevalentemente educativo, in particolare in rapporto ai seguenti argomenti: servizio civile ed educazione alla fede; servizio civile ed educazione alla politica; servizio civile ed educazione all’alterità.

 

 

Servizio civile ed educazione alla fede

 

Educare al servizio e alla pace significa educare ad una fede adulta. Uno dei compiti della comunità ecclesiale è anche quello di intercettare il desiderio di spiritualità e la ricerca di senso che provengono dai mondi giovanili. Si tratta di allontanare i giovani dal rischio di trovare una soddisfazione a queste istanze di spiritualità in surrogati di vario genere, alcuni dei quali predispongono al miracolo, alla religione terapeutica, piuttosto che rimandare ad una fede adulta.

La Carità appare come una “modalità privilegiata” per avvicinare i giovani alla fede e dunque al Vangelo. Si tratta di rendere rilevante la fede fra i giovani anche sotto il profilo culturale e sociale; in particolare insistendo sui temi che da sempre hanno ispirato la riflessione nonché l’agire delle nostre comunità ecclesiali: anzitutto la tutela dei diritti della persona, nonché la ricerca del bene comune che ha come termine il bene delle persone. Si tratta di trovare la forza di promuovere anche fra i giovani delle convinzioni salde e operanti, capaci di discernere ciò che c'è di prezioso nei contesti locali, nonché di calare il Vangelo della carità in tutti quegli ambiti che caratterizzano la vita umana nel suo complesso. In altri termini, fare delle nostre comunità il luogo di una vita veramente umana in cui, come direbbe Maritain «le strutture sociali abbiano come misura la giustizia, la dignità della persona e l'amore fraterno».

 

 

Servizio civile ed educazione alla politica

 

Educare al servizio e alla pace significa educare alla politica (o, come direbbe Giorgio La Pira, educare alla politica equivale ad educare «all’arte della pace»).

Al giorno d’oggi per le nostre comunità appare prioritario l’impegno in favore di un ritorno dei giovani alla politica, da intendersi – direbbe Paolo VI – come la forma più alta della carità…

Educare alla politica significa coltivare lo spirito di servizio. L'esistenza di tante persone impegnate nel volontariato dimostra che lo spirito di servizio è tutt’altro che affievolito. La comunità ecclesiale deve trovare il modo di sostenere, in forme adeguate e corrette, i giovani intenzionati ad impegnarsi nel campo politico, offrendo occasioni di confronto e di formazione. In questo senso, il servizio civile costituisce una buona esperienza propedeutica.

Educare alla politica significa favorire l’esercizio della cittadinanza (attiva e responsabile): educare i giovani a sentirsi parte del nostro Paese, responsabili del destino della comunità; assumere responsabilità decisionali, istituzionali…

Educare alla politica significa promuovere la tutela dei diritti umani, a cominciare da quelli delle persone più deboli...

 

 

Servizio civile ed educazione all’alterità

 

Educare al servizio e alla pace significa educare all’alterità. Educare i giovani al servizio – anche attraverso il servizio civile – significa insegnare loro (con l’esempio) a divenire servi degli ultimi. Il servizio è da intendersi come solidarietà del fare: il fare azioni concrete, assumendo atteggiamenti esemplari e inequivocabili (opere/gesti segno), miranti al rispetto e alla promozione della dignità dell’altro, in quanto persona umana.

 

 

Servizio civile e oltre: qualche spunto per…

 

-         Il Servizio civile: un modo per i giovani di animare la comunità territoriale.  In molti casi, il Servizio civile ha consentito un vero e proprio accreditamento della comunità ecclesiale presso il mondo giovanile e sul territorio nei termini di agenzia ‘popolare’ di formazione sociale dei giovani, dando così forma a quella funzione pedagogica che è nella propria missione, la quale è stata esercitata anche nei confronti dei cosiddetti “mondi adulti di servizio” (a cominciare dai centri operativi) promuovendo in essi la capacità di aprirsi ai giovani e di lavorare con loro.

 

-         Servizio civile come scelta di obiezione di coscie0nza. Il servizio civile significa rigettare l’uso della violenza, nonché la convinzione che la pace possa essere costruita con la guerra. Gli scenari attuali potrebbero trasformare il servizio civile in un’esperienza in cui le ragioni della pace e della nonviolenza rischiano di restare sullo sfondo. In questo senso il valore dell’obiezione di coscienza viene sfumato a favore di una non meglio precisata forma di impegno sociale. Obiezione di coscienza significa che ad un dato precetto si contrappone la legge non scritta che attiene alla sfera più profonda (etico-religiosa) delle persone. Ci si deve domandare come tale scelta possa essere rimessa al centro dell’attenzione dei diversi ambienti e gruppi della comunità cristiana in chiave di educazione di giovani e adulti alla pace e alla nonviolenza.

 

-         Servizio civile ma non solo. É necessario promuovere altre forme di solidarietà e di servizio (non sempre traducibili col servizio civile) in cui coinvolgere diversi “mondi giovanili”. Accanto al servizio civile dovranno essere individuate nuove forme (anche maggiormente flessibili) in cui coinvolgere diversi ‘mondi giovanili' e ‘mondi adulti'. Pensiamo, ad esempio, ad esperienze di servizio nei centri operativi, circoscritte nel tempo, rivolte a studenti delle scuole superiori e ai gruppi giovanili delle parrocchie …; momenti di vita comunitaria che coinvolgono gruppi di studenti universitari …; cicli di incontri di formazione per approfondire alcuni temi …; campi di formazione e lavoro, in Italia come all’estero ….

 

 

Alcuni spunti bibliografici

 

·       Caritas Italiana, Lo riconobbero nello spezzare il pane, Carta pastorale della Caritas, EDB, Bologna 1995.

·       AA.VV., Obiezione di coscienza al servizio militare. Profili giuridici e prospettive legislative, Università di Padova (Centro di Studi e di Formazione sui diritti dell’uomo e dei popoli), CEDAM, Padova 1989.

·       R. Venditti, L’obiezione di coscienza al servizio militare, Giuffrè, Milano 1999 (terza edizione aggiornata secondo la legge n. 230/98.

·       E. Rossi – F. Dal Canto, Dalla scelta di obiettare alla scelta di servire: per una riprogettazione del servizio civile in Italia; A. Cecconi, Servizio civile: dovere di solidarietà, difesa della comunità; P. Dal Dosso, L’Anno di volontariato sociale: elementi per una valutazione; G. Nervo, Commento alla decisione di sospensione dell’applicazione della leva obbligatoria. Tutti i sopraccitati contributi sono stati pubblicati su: «Studi Zancan. Politiche e servizi alle persone», gennaio/febbraio n. 1 – 2000.

·       E. Rossi – F. Dal Canto (a cura di), Le prospettive del servizio civile in Italia: dalla legge n. 64/2001 ai decreti attuativi (Atti del seminario di ricerca svolto nei giorni 1-2 febbraio a Pisa, presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa), Centro Studi e Formazione Sociale “Emanuela Zancan”, Padova 2002

 

 


 
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2004 Crediti: autore Grandi Luca