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   CARITAS GROSSETO

...NUOVI STILI DI VITA...

 

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Maranathà, vieni Signore.

Vieni nel mio giardino, l’inverno se ne andrà.

Il fico metterà i suoi primi frutti.

Sulle viti sbocceranno le emme.

E la voce della tortora si farà udire di nuovo nella campagna.

Ti aspetto, Signore. Non tardare. Ora la pioggia è cessata.

Ma il vento mi riporta insieme flebili belati, ululi lontani

e riverberi di muggiti.

Chissà che non siano l’agnello e il lupo,

o la pantera e il capretto, o la mucca e l’orsa,

che cominciano a fare le prove di convivenza?

Dal suolo si leva una fragranza di polvere spenta.

Nella pozza qui accanto

si riflette ancora un corteggio di nuvole.

Ma a Sud l’orizzonte si è schiarito.

E sulla curva del cielo splende l’arcobaleno.

Maranathà, arrivederci Gesù.

 

Don Tonino Bello

 

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LA CADUTA DEGLI “DEI” 

Quando nel 1989 a Berlino cadeva il muro delle divisioni ideologiche, cadevano nel mondo anche le grandi certezze, le sicurezze politiche, economiche, sociali, le ricette garantite di future società perfette e felici. Ed è stato un bene, perché le false sicurezze sono ancor più dannose dello smarrimento e della perdita di orientamento…

… ma non si può nemmeno rimanere a lungo nel vuoto ideale, più che ideologico, nell’assenza di ogni idealità e progettualità politica…

 

SQUILIBRI, RIEQUILIBRI E SCONCERTO…

Nel nuovo sistema si sono prodotti tre squilibri..

-      Lo squilibrio sociale… che produce ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri…

-      Lo squilibrio nel creato… che produce degrado ambientale e mette a rischio la possibilità stessa di esistenza delle generazioni future…

-      Lo squilibrio interiore… che produce nella coscienza degli individui e dei popoli, una perdita di valori di riferimento e condivisi…

IL MITO DEI PIU’… L’ISOLA DEI MENO…

Nel disorientamento conseguente al naufragio delle grandi ideologie, se c’è un punto fermo su cui si sta convergendo da ogni dove, come a un’isola di salvezza, è proprio questo: la consapevolezza che quel 20% di umanità (tra cui siamo anche noi) che oggi vive consumando l’80% della produzione e delle risorse del Pianeta, non può continuare in questa corsa folle al sempre di più..

Piccola nota di carattere matematico…

Se il mondo “occidentale” (non considerando le sperequazioni sempre più numerose nel suo interno) che rappresenta il 20% dell’umanità, vive consumando l’80%, significa che il restante 80% dell’umanità, vive con il 20% e quindi con ¼ delle risorse disponibili per un occidentale.

Qualcuno ha detto che “il nostro stile di vita non è negoziabile con nulla”; bene, se proprio vogliamo esportare la democrazia in tutto il mondo e farlo seriamente, allora dovremmo essere capaci anche di proporre il nostro stile di vita. Ma c’è un piccolo problema di conflitto numerico…

Se tutto il mondo vivesse con il nostro stile di vita, di mondi ce ne vorrebbero, come questo ben quattro! Ma la terra è limitata

Ecco perché “negoziare” il nostro stile di vita diventa necessario e fondamentale… per una questione di giustizia nei confronti degli altri popoli, che come noi hanno diritto alla vita (almeno che non vogliamo fare di questo diritto carta straccia…) e per una questione di limiti naturali delle risorse… ecco perché la questione “ecologica” è inestricabilmente collegata alla questione della giustizia sociale… e non lasciamoci spaventare da certi termini… essi, prima di ogni altra provenienza, appartengono al patrimonio cristiano… e di questo spesso ce ne siam dimenticati…

SOLO QUALCHE ESEMPIO…

LA QUESTIONE DELL’ACQUA…

L’acqua che cos’è… un bene, un diritto, un bisogno…

Alcuni numeri per riflettere…

-       5 litri è il fabbisogno minimo biologico per la sopravvivenza di un uomo al giorno. Senza cibo si può giungere a vivere un mese.. senza acqua non si supera una settimana.

-       50 litri è il quantitativo necessario ogni giorno per garantire condizioni accettabili di vita per ogni essere umano. In realtà questo dato per buona parte della popolazione mondiale è pura utopia… oltre un miliardo di persone infatti vive bevendo acqua “non sicura”;  3.400.000 persone ogni anno (5000 bambini al giorno…) muoiono a causa di malattie trasmesse dall’acqua…

-       425 litri al giorno è la disponibilità media di acqua per un cittadino USA; 350 litri per un cittadino canadese; al terzo posto veniamo noi italiani, con 220 litri medi al giorno… e in Madagascar? Beh, lì il consumo medio giornaliero è di 10 litri pro capite…

E noi quanta acqua consumiamo… ce ne rendiamo conto… oppure riflettiamo solo sul dato “monetizzato” allorché arriva inesorabile nella cassetta della posta la bolletta del famigerato “servizio idrico integrato”… alcuni numeri allora…

-       tra i 120 e i 160 litri per fare un bagno in vasca

-       tra i 75 e i 90 litri per una doccia di 5 minuti

-       tra i 35 e i 50 litri per una doccia di 3 minuti

-       ogni volta che tiriamo lo sciacquone, mediamente 16 litri

-       ogni volta che ci laviamo le mani fino a 1,4 litri

-       per lavare i denti, lasciando scorrere l’acqua fino a 30 litri (provare per credere!)

-       per bere e cucinare, circa 6 litri al giorno per persona

-       per lavare i piatti riempiendo la vaschetta del lavandino, fino a 20 litri

-       per un carico di lavastoviglie, ben 40 litri

-       tra gli 80 e i 120 litri per un carico di lavatrice

-       per lavare l’auto utilizzando un tubo di gomma, 800 litri!

-       Infine, un rubinetto che gocciola, fino a 5 litri al giorno

L’ATTENZIONE AI CONSUMI…

Consumare è necessario e indispensabile, poiché è fonte di vita…ma dobbiamo, anzi abbiamo la necessità di consumare compatibilmente a quello di cui abbiamo bisogno, come singoli e come comunità.

Inevitabilmente se consumiamo risorse, produciamo anche uno scarto, che definiamo rifiuto; se in una certa misura questa dinamica è inevitabile, lo deve essere in modo “sostenibile”…

Che cosa significa tutto questo?

Che lo scarto, più brutalmente il “rifiuto”, va poi smaltito… più rifiuti produciamo, più problemi di smaltimento vengono a porsi; più problemi di smaltimento vengono a porsi, più risorse devono essere impiegate nella gestione dei rifiuti. Da qui se ne deduce che produrre troppi rifiuti consiste in un comportamento antieconomico; produrne il meno possibile è invece un comportamento, anche sotto il profilo economico, di carattere virtuoso.

Schematizzando…

 

Risorse  >> consumo >> scarto / rifiuto >> smaltimento scarto / rifiuto

Di qui tre interventi possibili…

-       Occorre intervenire sulle risorse, attraverso una redistribuzione equa delle stesse, secondo i bisogni delle popolazioni >> è una questione, questa, che deve essere di pertinenza della politica, di quella seria; ma forse è interesse pure nostro… infatti, occorre essere attenti a come questi prodotti vengono posti in essere (ad esempio, guardando i modi in cui i lavoratori - produttori vengono trattati – repressione dei diritti sindacali, salariali, condizioni di salute, etc… -, guardando i “regimi politici” che li immettono sul mercato – regimi che si avvalgono di apparati oppressivi, che sistematicamente violano i diritti umani fondamentali, … - , facendo attenzione anche ai ritrovati tecnici con cui vengono alla luce – valga tra tutte la questione degli organismi geneticamente modificati…)

-       Occorre intervenire sui consumi; questa diventa una questione di scelta personale… di qui l’esigenza di un CONSUMO CRITICO attento alla quantità (ho veramente bisogno di tutto quello di cui fruisco, che consumo insomma…), attento anche alla qualità (nella spirale della degenerazione del consumo, chiamata “consumismo”, spesso i prodotti, le risorse sono fatte per “durare poco”… dovremmo educarci non solo a vivere con meno cose, ma anche a scegliere quelle cose , quei prodotti in relazione alla loro qualità… di qui l’esigenza di prodotti duraturi nel tempo – e non con una vita “limitata” a poco tempo… vedi elettrodomestici ad esempio, per non parlare dei telefoni cellulari… - e inoltre la nostra abilità a “riparare” – il bene “rotto” non è per forza inutilizzabile…)

-       Occorre intervenire infine sugli scarti, sui rifiuti prodotti… anzitutto producendone il meno possibile (ma questo è un investimento, abbiamo visto, da fare a monte); poi, cercando di porre in essere quel comportamento non estremista, ma virtuoso che è il “riciclo” del rifiuto, ovvero la possibilità di riutilizzazione dello stesso o nella stessa o in altre forme…

RISORSE, CONSUMI, RIFIUTI… PONIAMOCI CRITICAMENTE DI FRONTE AD ESSI…

È una nuova sfida, sul piano culturale, ma soprattutto sul piano della vita…

 


 
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2004 Crediti: autore Grandi Luca