Terrafutura 2010

 

Dall’ecovillaggio costruito dai cittadini terremotati in Abruzzo al “cohousing” per dare qualità alle relazioni e alla vita. Dal progetto fiorentino per rendere “sostenibili” gli stili di vita di 250 famiglie alle reti di imprese, associazioni, cittadini che uniscono le forze contro le mafie. E poi raccolte firme, campagne, presentazione di rapporti, dibattiti, laboratori, spettacoli, animazioni, presenza sul web. La settima edizione di Terra Futura, la mostra-convegno delle buone pratiche di sostenibilità che si svolge dal 28 al 30 maggio a Firenze (Fortezza da Basso) prevede quest’anno 600 aree espositive, 5000 enti rappresentati, 200 appuntamenti culturali, 800 relatori, 250 laboratori e spettacoli, 40 presentazioni di libri. La manifestazione – promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale, in collaborazione con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente – è stata presentata oggi a Roma. Il tema scelto è “Comunità sostenibili e responsabili, laboratori di futuro”, per affermare come “il cambiamento, nelle scelte di governo, nel modo di pensare e di fare economia, di consumare, possa e debba partire dai territori e dal locale” tramite “esperienze e modelli innovativi capaci di incidere sulla dimensione globale e di farci uscire diversi dalla crisi”.

A Terra Futura saranno presentati alcuni rapporti e campagne: in anteprima il rapporto sugli ecoprofughi di Legambiente, sulle migrazioni di massa causate dalle catastrofi naturali; il nuovo rapporto sui beni confiscati alla mafia di Libera e dell’Agenzia per le onlus; il nuovo rapporto su armi e finanza curato da Ires Toscana; la campagna europea “Zero poverty” promossa dalla rete Caritas; la campagna e il referendum contro la privatizzazione dell’acqua in Italia. Si parlerà, tra l’altro, di informazione libera e democratica, di responsabilità sociale d’impresa, di agricoltura biologica, di donne e futuro sostenibile, di biodiversità, di finanza etica, dei forum sociali. “Quando abbiamo cominciato sette anni fa, buone pratiche come i pannelli solari erano un’eccezione – ha detto Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale responsabilità etica -. Oggi sono molto diffusi. L’opinione pubblica su questi temi negli anni sta cambiando, e per noi è positivo che si organizzino tanti eventi come il nostro a livello nazionale e locale”.

La Caritas italiana sarà presente con uno stand e una serie di iniziative, tra cui una riflessione sul diritto all’accesso al credito. La presenza a Terra Futura “è un richiamo a coniugare la sostenibilità e la lotta all’esclusione sociale”, ha spiegato don Andrea La Regina, responsabile dei macroprogetti di Caritas italiana: “In questo tempo difficile, con molte famiglie che perdono il lavoro, la crisi può essere vista, in positivo, come un’opportunità per modificare gli stili di vita familiari e sociali”. In questo senso, ha precisato, “crediamo nella forza delle alleanze e delle relazioni, anche partendo da presupposti diversi, per costruire un’altra società e un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla consapevolezza delle scelte e sulla sostenibilità”. Per la prima volta Terra Futura sarà presente anche su internet, per dialogare con il popolo del web 2.0.

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