Centro di
ascolto
La sala del Seminario
Vescovile era gremita quando il Vescovo, Mons. Angelo Scola, inaugurò il
Centro di Ascolto.
Il cammino di preparazione era stato lungo.
Dopo che ci si era resi conto che le persone che si
presentavano al Centro di Accoglienza non sempre avevano bisogno solo di
un pasto caldo, ci siamo interrogati per capire come aiutarli e siamo
arrivati alla conclusione che occorreva che alcune persone si mettessero
a disposizione per un ascolto meno frettoloso e più attento e un luogo
materiale dove tutto questo potesse essere messo in pratica.
Il Vescovo mise a disposizione alcuni locali del
Seminario; alcuni volontari si riunirono con don Roberto Nelli e
prepararono il progetto di un Centro di Ascolto che si chiamerà Centro
“Mons. Paolo Galeazzi” in onore del nostro grande Vescovo.
Il Centro di Ascolto è visto come un servizio della
comunità cristiana e ha come finalità primaria quella dell’ascolto.
Ascolto come disponibilità interiore all’incontro con l’altro, per
cogliere in lui quello che è e che si racconta e non quello che si crede
egli sia. Ascoltare l’altro è dire di sì alla sua esistenza, è
accoglierlo fino in fondo senza pregiudizi, accettandone la diversità;
ascoltare l’altro è la disponibilità ad un incontro finalizzato a
stabilire un dialogo che permetta una lettura corretta del bisogno e
l’eventuale individuazione delle possibili risposte.
Nella nostra Diocesi è molto grave il problema della
mancanza di lavoro, ci si organizza quindi anche come centro di
informazione sul lavoro.
Gli operatori del centro, dopo un corso di formazione con
una psicologa, si organizzano in due gruppi, quello dell’ascolto vero e
proprio e quello operativo che collabora per la presa in carico delle
diverse situazioni.
All’inizio i volontari sono 27, ma solo 12 sono quelli
che seguono l’attività con continuità.
Nel primo anno e mezzo di attività si sono presentate 600
persone, che non chiedono solo buoni pasto o vestiario, ma aiuti
economici, pacchi viveri, ma soprattutto aiuto nella soluzione di alcuni
problemi come quello della casa o del lavoro. Più di venti giovani si
sono presentati in cerca di prima occupazione.
Emerge poi il problema degli anziani. Molte famiglie si
sono rivolte al Centro per cercare una assistenza per persone anziane
malate e non autosufficienti. Spesso la richiesta è per l’intera
giornata, compresa la notte.
Si fa pressante il problema dell’improvvisa precarietà di
chi, pur conducendo una vita dignitosa, perde da un giorno all’altro il
lavoro e di conseguenza la sicurezza, rischiando di essere travolto
dallo sconforto.
Così, dietro lo stimolo del nostro Vescovo, Mons. Scola,
si arriva alla decisione di dividere il servizio. Il centro Galeazzi
sarà un centro per la ricerca del lavoro e sarà gestito da un gruppo di
giovani.
L’ascolto delle persone in difficoltà rimarrà alla
Caritas, e da allora il Centro continua a dedicarsi all’ascolto dei
poveri, delle persone di passaggio.
Si incontrano persone uscite dal carcere, persone che
hanno bisogno di assistenza medica o di un sussidio per pagare bollette,
affitto di casa; persone che chiedono pacchi viveri.
Sono più di 400 le persone che nell’anno 2004 si sono
rivolte al Centro di ascolto.
Negli ultimi tempi si è notato che il servizio che viene
più richiesto è quello dell’assistenza delle persone anziane sole o
malate. Nel 2004 sono state circa 200 le persone che hanno fatto questa
richiesta.
Le richieste di lavoro, da parte di extracomunitari, in
maggioranza donne, pronte ad offrire questo servizio, sono sempre in
aumento. In questo ultimo anno sono state oltre 300.