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   CARITAS GROSSETO

…. TRENTENNALE CARITAS GROSSETO….

 

Centro di ascolto

 

La  sala del Seminario Vescovile era gremita quando il Vescovo, Mons. Angelo Scola, inaugurò il Centro di Ascolto.

Il cammino di preparazione era stato lungo.

Dopo che ci si era resi conto che le persone che si presentavano al Centro di Accoglienza non sempre avevano bisogno solo di un pasto caldo, ci siamo interrogati per capire come aiutarli e siamo arrivati alla conclusione che occorreva che alcune persone si mettessero a disposizione per un ascolto meno frettoloso e più attento e un luogo materiale dove tutto questo potesse essere messo in pratica.

Il Vescovo mise a disposizione alcuni locali del Seminario; alcuni volontari si riunirono con don Roberto Nelli e prepararono il progetto di un Centro di Ascolto che si chiamerà Centro “Mons. Paolo Galeazzi” in onore del nostro grande Vescovo.

Il Centro di Ascolto è visto come un servizio della comunità cristiana e ha come finalità primaria quella dell’ascolto. Ascolto come disponibilità interiore all’incontro con l’altro, per cogliere in lui quello che è e che si racconta e non quello che si crede egli sia. Ascoltare l’altro è dire di sì alla sua esistenza, è accoglierlo fino in fondo senza pregiudizi, accettandone la diversità; ascoltare l’altro è la disponibilità ad un incontro finalizzato a stabilire un dialogo che permetta una lettura corretta del bisogno e l’eventuale individuazione delle possibili risposte.

Nella nostra Diocesi è molto grave il problema della mancanza di lavoro, ci si organizza quindi anche come centro di informazione sul lavoro.

Gli operatori del centro, dopo un corso di formazione con una psicologa, si organizzano in due gruppi, quello dell’ascolto vero e proprio e quello operativo che collabora per la presa in carico delle diverse situazioni.

All’inizio i volontari sono 27, ma solo 12 sono quelli che seguono l’attività con continuità.

Nel primo anno e mezzo di attività si sono presentate 600 persone, che non chiedono solo buoni pasto o vestiario, ma aiuti economici, pacchi viveri, ma soprattutto aiuto nella soluzione di alcuni problemi come quello della casa o del lavoro. Più di venti giovani si sono presentati in cerca di prima occupazione.

Emerge poi il problema degli anziani. Molte famiglie si sono rivolte al Centro per cercare una assistenza per persone anziane malate e non autosufficienti. Spesso la richiesta è per l’intera giornata, compresa la notte.

Si fa pressante il problema dell’improvvisa precarietà di chi, pur conducendo una vita dignitosa, perde da un giorno all’altro il lavoro e di conseguenza la sicurezza, rischiando di essere travolto dallo sconforto.

Così, dietro lo stimolo del nostro Vescovo, Mons. Scola, si arriva alla decisione di dividere il servizio. Il centro Galeazzi sarà un centro per la ricerca del lavoro e sarà gestito da un gruppo di giovani.

L’ascolto delle persone in difficoltà rimarrà alla Caritas, e da allora il Centro continua a dedicarsi all’ascolto dei poveri, delle persone di passaggio.

Si incontrano persone uscite dal carcere, persone che hanno bisogno di assistenza medica o di un sussidio per pagare bollette, affitto di casa; persone che chiedono pacchi viveri.

Sono più di 400 le persone che nell’anno 2004 si sono rivolte al Centro di ascolto.

Negli ultimi tempi si è notato che il servizio che viene più richiesto è quello dell’assistenza delle persone anziane sole o malate. Nel 2004 sono state circa 200 le persone che hanno fatto questa richiesta.

Le richieste di lavoro, da parte di extracomunitari, in maggioranza donne, pronte ad offrire questo servizio, sono sempre in aumento. In questo ultimo anno sono state oltre 300.


 
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2004 Crediti: autore Grandi Luca