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TRENTENNALE CARITAS GROSSETO….
PRESENTAZIONE
Se si domandasse alla gente che cosa è la Caritas, le risposte
sarebbero pressoché le stesse: è un posto dove si dà da
mangiare ai poveri; è una associazione che assiste i bisognosi;
è un gruppo di persone che provvedono alle necessità di chi
non ha molti mezzi ecc. Risposte tutte su questo tono, che vengono date
anche da gente "addetta ai lavori", come sacerdoti e laici con
impegni di responsabilità nelle varie attività della Chiesa.
C'è molta poca conoscenza sull'argomento, anche se la Caritas
Diocesana opera nella nostra Diocesi da ormai trenta anni.
Perchè questo accada non so bene: forse c'è stata e c'è
insufficiente capacità di informazione sull'argomento; forse non c'è
tanta attenzione e disponibilità da parte di chi dovrebbe essere
informato o non ritiene utile e necessario. Sta di fatto che la realtà
ci consiglia di cercare di diffondere più profondamente la
conoscenza della Caritas perché essa è un elemento di grande utilità
per la vita della comunità ecclesiale.
La Caritas non è una cosa nata per caso o una delle tante
associazioni (utili e benemerite) che possono nascere per vari motivi in
seno alla realtà ecclesiale. La Caritas è uno dei tanti doni
che il Concilio Vaticano II ha dato alla Chiesa ed è stata
fortemente voluta dall'allora Pontefice Paolo VI.
Già questo basterebbe per far capire che con la parola Caritas di
identifica una realtà nuova derivante dal vento nuovo che lo Spirito
ha fatto soffiare sulla Chiesa con lo stesso Concilio.
L'articolo 1 dello Statuto della Caritas così recita: "La
Caritas l'organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale
Italiana al fine di promuovere la testimonianza della carità della
Comunità ecclesiale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in
vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della
pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione
pedagogica"
Fornire i pasti, distribuire il vestiario, ascoltare la gente, tutto questo
è utile e necessario, e infatti la Caritas lo fa attraverso il
Centro di Accoglienza.
Ma la Caritas è altro, è qualcosa di più. Basta
meditare il suddetto articolo 1 dello Statuto che ci parla di giustizia
sociale, di pace, di sviluppo integrale della persona per capire che la
dimensione della Caritas non può esaurirsi nella sola attività
della mensa, della distribuzione del vestiario, di pacchi viveri o nel
pagare le bollette della luce, del gas o dell'affitto di casa e via
dicendo.
Ma questo non deve preoccuparci. I tempi della Chiesa sono sempre
saggiamente lunghi ed è con animo sereno, anche se consapevoli di
tutti i nostri limiti che ci accingiamo, in questo anno 2004, a ricordare a
tutti noi che di anni ne sono trascorsi trenta da quando nel 1974 don
Giorgio Gaggioli ebbe il compito, dal Vescovo Mons. Gasparri, di gettare le
fondamenta della Caritas Diocesana in Grosseto. E' un ricordo - per tutti
quelli che lo hanno vissuto - fatto di momenti difficili e impegnativi,
perché trattare con il povero non è mai facile. Ma ci sono stati
anche momenti belli, perché il povero sa anche dare, come nessuno, prova
di generosità, altruismo e carità.
Sono passati di fronte ai nostri occhi migliaia di volti; molti sono
svaniti nella nebbia del tempo, altri sono rimasti vivi con il ricordo del
loro nome, nella loro storia, con il loro dolore, con il loro insegnamento.
Credo di poter dire che l'impegno nelle varie attività della Caritas
speso come servizio alla nostra Chiesa locale, sia stato, per tutti quelli
che lo hanno vissuto con convizione, una grande occasione data dal Signore
per servirLo proprio attraverso i poveri e i bisognosi che via via abbiamo
incontrato nel nostro tempo.
Di questo non possiamo che esserne grati, sperando che il nostro servizio
sia stato coerente con il Suo insegnamento
Alberto Eusepi
Direttore Caritas Diocesana