L’esperienza del
servizio civile
volontario in
Caritas
È
da poco meno di un anno che la Caritas Diocesana, attraverso il
contributo di quattro ragazze ha iniziato l’esperienza del servizio
civile volontario per i giovani.
L’esperienza della durata di un anno, che si è svolta mediante
l’adesione ad un progetto, ha previsto l’inserimento di quattro ragazze
presso tre centri operativi gestiti direttamente dalla Caritas Diocesana
o comunque presso i quali già si viveva in precedenza l’esperienza come
obiettori di coscienza. In modo particolare le ragazze si sono
affiancate nel percorso degli operatori e dei volontari del Centro
d’Ascolto della Caritas Diocesana, del Centro Sociale “noi insieme” di
Braccagni ed infine della Comunità educativa tenuta dalle suore del
S.Elisabetta.
Il
servizio civile volontario, così come possiamo anche vedere dalle
campagne mediatiche che si sono successivamente seguite, sorge, da una
parte, dall’esigenza di dare il proprio contributo nell’ambito sociale
da parte di ragazze e ragazzi, avvalendosi di enti che già operano in
esso; dall’altra si pone senza soluzione di continuità con l’esperienza,
ormai al termine, del servizio civile svolto come obiettore di
coscienza.
La
Caritas italiana, alla luce dell’immenso patrimonio maturato durante la
sua esperienza, in particolare grazie a quella trentennale del servizio
civile svolto come obiettori di coscienza da migliaia e migliaia di
ragazzi, ha colto questa occasione come una preziosa possibilità non
tanto di “avere forza lavoro”, quanto di dare la possibilità di vivere
un’esperienza di servizio, anzitutto, traendo da essa, per chi ne prenda
parte, opportunità educative che nascano da una condivisione profonda e
quotidiana a contatto con esperienze di povertà in ogni direzione.
Infatti, la novità del servizio civile volontario, per altro anche qui
in continuità con l’obiezione di coscienza, consiste non tanto nella
disponibilità di personale e manovalanza, quanto nel crescere grazie
alle esperienze maturate nel proprio quotidiano, affiancando a questi
spazi specifici percorsi formativi consistenti in momenti di vario
genere, comunque di conoscenza, confronto e crescita, durante l’anno,
attraverso convegni, corsi di formazione e simili.
In
questo sfondo così, ben si innestano i servizi proposti: presso il
Centro d’Ascolto della Caritas Diocesana dove i volontari sono chiamati
a vivere e condividere, cercando di individuare risposte di carattere
pratico, le problematiche legate alle povertà presenti nel nostro
territorio; presso il centro “Noi Insieme”, attraverso la realizzazione
di percorsi con i ragazzi disabili; presso la comunità educativa “Santa
Elisabetta”, insieme a minori dati in affido, per varie cause, dal
tribunale.
Con il mese di Ottobre 2004, giungerà a termine il primo progetto che ha
coinvolto quattro ragazze, Anna, Antonella, Katia, Lara, in questa
esperienza; nella prossima primavera partirà il nuovo progetto, che
coinvolge la Caritas di Grosseto, assieme a tutte le altre Caritas della
Toscana.
Questo respiro più ampio, per altro sulla scia di percorsi condivisi già
da tempo dalle Caritas della Toscana sia nell’ambito dell’obiezione di
coscienza, sia in altri ambiti, porterà sicuramente a una crescita
maggiore sia dei volontari, sia degli ambienti in cui essi operano.
Sicuramente il servizio civile rappresenta una modalità di crescita
nella solidarietà e in un ambiente privilegiato, quale è la
Caritas, su cui occorrerà investire risorse nel prossimo futuro; è
infatti uno dei pochissimi strumenti che la legge, tra le sue numerose
ristrettezze imposte dall’esigenze di bilancio, offre ancora sia ai
giovani che alla comunità civile, per educarsi a crescere e condividere
contemporaneamente percorsi di crescita.
Sarà sicuramente compito della comunità cristiana, nei prossimi tempi,
cogliere questa opportunità e farla ancor di più propria, cessando di
indugiare nei luoghi comuni che purtroppo hanno costellato l’esperienza
dell’obiezione di coscienza e parzialmente sembrano vivere una
riedizione nel servizio civile volontario, e condividendo invece
premesse, finalità e valori, conferendo nel grande arcobaleno della
solidarietà e della pace, quel tocco di luce, che nasce direttamente dal
Vangelo, e che la Caritas, in quanto espressione di una comunità
cristiana, potrà certamente donare.
Che cosa mi ha spinto ad iniziare questa
esperienza…
Anna:
gli ambiti e le esperienze propostemi nel progetto suscitavano il mio
interesse e quindi ben volentieri ho colto quest’occasione per dare il
mio piccolo contributo.
Antonella: sono
entrata in questo fiume di vita per approfondire un’esperienza di
servizio che diventa un motivo di crescita sia dal punto di vista umano
che cristiano
Katia: ho
iniziato questa avventura principalmente per potermi mettere in gioco e
per provare una esperienza di servizio che per me rappresentava una
novità.
Lara: più che
iniziato, ho continuato un’esperienza, sicuramente approfondendola nei
termini e nei tempi, che era già iniziata da un anno; quindi, continuare
sembrava il modo più logico per approfondire quest’esperienza di
servizio
In che cosa mi sento cresciuta…
Anna:
è stata un’esperienza di vita in cui mi sento cresciuta soprattutto
interiormente
Antonella: mi
sento cresciuta nei rapporti con gli altri, nei confronti quindi di
tutte le persone che ho potuto incontrare in questo cammino: penso ai
volontari, ai bambini, ai ragazzi di Braccagni, ….
Katia:
essenzialmente la crescita personale è avvenuta a livello di rapporti
umani; sarà questo essenzialmente il ricordo vivo che mi rimarrà di
questi mesi di servizio.
Lara: mi sento
cresciuta, anche se so bene che questo è un cammino, nell’aver imparato
a non giudicare, soprattutto fermandomi a quella che è l’apparenza e
anche ad essere più umile nei confronti di chi viveva accanto a me.
Cosa mi porto alla fine di questa
esperienza…
Anna:
sono contenta in generale proprio di tutto; anzi, direi che sono proprio
soddisfatta, e se fosse possibile penso che vivrei nuovamente
un’esperienza simile e davvero così intensa.
Antonella: con
me, al termine di questo cammino, mi porto tanti volti, soprattutto
quelli dei più piccoli, tanta gioia… ma allo stesso tempo, anche
amarezza; mi sento di portare con me mondi diversi dai miei.
Katia: è il
ricordo di tutte le persone incontrate quello che di più intenso mi
rimarrà nel cuore; inoltre penso che grande è l’arricchimento che ho
ricevuto come persona dalle testimonianze di vita di chi ho incontrato
in questo cammino.
Lara: porto con
me sicuramente un arricchimento interiore che questo luogo, soprattutto
nelle persone “meno fortunate” mi ha donato.