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   CARITAS GROSSETO

…. TRENTENNALE CARITAS GROSSETO….

L’esperienza del servizio civile

volontario in Caritas

È da poco meno di un anno che la Caritas Diocesana, attraverso il contributo di quattro ragazze ha iniziato l’esperienza del servizio civile volontario per i giovani.

L’esperienza della durata di un anno, che si è svolta mediante l’adesione ad un progetto, ha previsto l’inserimento di quattro ragazze presso tre centri operativi gestiti direttamente dalla Caritas Diocesana o comunque presso i quali già si viveva in precedenza l’esperienza come obiettori di coscienza. In modo particolare le ragazze si sono affiancate nel percorso degli operatori e dei volontari del Centro d’Ascolto della Caritas Diocesana, del Centro Sociale “noi insieme” di Braccagni ed infine della Comunità educativa tenuta dalle suore del S.Elisabetta.

Il servizio civile volontario, così come possiamo anche vedere dalle campagne mediatiche che si sono successivamente seguite, sorge, da una parte, dall’esigenza di dare il proprio contributo nell’ambito sociale da parte di ragazze e ragazzi, avvalendosi di enti che già operano in esso; dall’altra si pone senza soluzione di continuità con l’esperienza, ormai al termine, del servizio civile svolto come obiettore di coscienza.

La Caritas italiana, alla luce dell’immenso patrimonio maturato durante la sua esperienza, in particolare grazie a quella trentennale del servizio civile svolto come obiettori di coscienza da migliaia e migliaia di ragazzi, ha colto questa occasione come una preziosa possibilità non tanto di “avere forza lavoro”, quanto di dare la possibilità di vivere un’esperienza di servizio, anzitutto, traendo da essa, per chi ne prenda parte, opportunità educative che nascano da una condivisione profonda e quotidiana a contatto con esperienze di povertà in ogni direzione.

Infatti, la novità del servizio civile volontario, per altro anche qui in continuità con l’obiezione di coscienza, consiste non tanto nella disponibilità di personale e manovalanza, quanto nel crescere grazie alle esperienze maturate nel proprio quotidiano, affiancando a questi spazi specifici percorsi formativi consistenti in momenti di vario genere, comunque di conoscenza, confronto e crescita, durante l’anno, attraverso convegni, corsi di formazione e simili.

In questo sfondo così, ben si innestano i servizi proposti: presso il Centro d’Ascolto della Caritas Diocesana dove i volontari sono chiamati a vivere e condividere, cercando di individuare risposte di carattere pratico, le problematiche legate alle povertà presenti nel nostro territorio; presso il centro “Noi Insieme”, attraverso la realizzazione di percorsi con i ragazzi disabili; presso la comunità educativa “Santa Elisabetta”, insieme a minori dati in affido, per varie cause, dal tribunale.

Con il mese di Ottobre 2004, giungerà a termine il primo progetto che ha coinvolto quattro ragazze, Anna, Antonella, Katia, Lara, in questa esperienza; nella prossima primavera partirà il nuovo progetto, che coinvolge la Caritas di Grosseto, assieme a tutte le altre Caritas della Toscana.

Questo respiro più ampio, per altro sulla scia di percorsi condivisi già da tempo dalle Caritas della Toscana sia nell’ambito dell’obiezione di coscienza, sia in altri ambiti, porterà sicuramente a una crescita maggiore sia dei volontari, sia degli ambienti in cui essi operano.

Sicuramente il servizio civile rappresenta una modalità di crescita nella solidarietà e in un ambiente privilegiato, quale è la Caritas, su cui occorrerà investire risorse nel prossimo futuro; è infatti uno dei pochissimi strumenti che la legge, tra le sue numerose ristrettezze imposte dall’esigenze di bilancio, offre ancora sia ai giovani che alla comunità civile, per educarsi a crescere e condividere contemporaneamente percorsi di crescita.

Sarà sicuramente compito della comunità cristiana, nei prossimi tempi, cogliere questa opportunità e farla ancor di più propria, cessando di indugiare nei luoghi comuni che purtroppo hanno costellato l’esperienza dell’obiezione di coscienza e parzialmente sembrano vivere una riedizione nel servizio civile volontario, e condividendo invece premesse, finalità e valori, conferendo nel grande arcobaleno della solidarietà e della pace, quel tocco di luce, che nasce direttamente dal Vangelo, e che la Caritas, in quanto espressione di una comunità cristiana, potrà certamente donare.

 

Che cosa mi ha spinto ad iniziare questa esperienza…

Anna: gli ambiti e le esperienze propostemi nel progetto suscitavano il mio interesse e quindi ben volentieri ho colto quest’occasione per dare il mio piccolo contributo.

Antonella: sono entrata in questo fiume di vita per approfondire un’esperienza di servizio che diventa un motivo di crescita sia dal punto di vista umano che cristiano

Katia: ho iniziato questa avventura principalmente per potermi mettere in gioco e per provare una esperienza di servizio che per me rappresentava una novità.

Lara: più che iniziato, ho continuato un’esperienza, sicuramente approfondendola nei termini e nei tempi, che era già iniziata da un anno; quindi, continuare sembrava il modo più logico per approfondire quest’esperienza di servizio

 

In che cosa mi sento cresciuta…

Anna: è stata un’esperienza di vita in cui mi sento cresciuta soprattutto interiormente

Antonella: mi sento cresciuta nei rapporti con gli altri, nei confronti quindi di tutte le persone che ho potuto incontrare in questo cammino: penso ai volontari, ai bambini, ai ragazzi di Braccagni, ….

Katia: essenzialmente la crescita personale è avvenuta a livello di rapporti umani; sarà questo essenzialmente il ricordo vivo che mi rimarrà di questi mesi di servizio.

Lara: mi sento cresciuta, anche se so bene che questo è un cammino, nell’aver imparato a non giudicare, soprattutto fermandomi a quella che è l’apparenza e anche ad essere più umile nei confronti di chi viveva accanto a me.

 

Cosa mi porto alla fine di questa esperienza…

Anna: sono contenta in generale proprio di tutto; anzi, direi che sono proprio soddisfatta, e se fosse possibile penso che vivrei nuovamente un’esperienza simile e davvero così intensa.

Antonella: con me, al termine di questo cammino, mi porto tanti volti, soprattutto quelli dei più piccoli, tanta gioia… ma allo stesso tempo, anche amarezza; mi sento di portare con me mondi diversi dai miei.

Katia: è il ricordo di tutte le persone incontrate quello che di più intenso mi rimarrà nel cuore; inoltre penso che grande è l’arricchimento che ho ricevuto come persona dalle testimonianze di vita di chi ho incontrato in questo cammino.

Lara: porto con me sicuramente un arricchimento interiore che questo luogo, soprattutto nelle persone “meno fortunate” mi ha donato.

 


 
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2004 Crediti: autore Grandi Luca