Una giornata di formazione in Caritas

volontari caritas grossetoNei primi giorni di novembre finirà l’anno di servizio civile alla Caritas diocesana per otto giovani grossetani. Dodici mesi dedicati all’impegno sociale retribuito, per fare un’esperienza di crescita umana e di cittadinanza, per misurarsi con i mille volti della povertà e del disagio, per dare il proprio contributo di intelligenza, di cuore, di anima, di passione nei molteplici servizi che la Caritas ha messo in piedi per rispondere a differenti bisogni. Nei giorni scorsi gli otto ragazzi, che nel corso di quest’anno sono stati davvero protagonisti di tanti progetti e coinvolti in molte iniziative di carità all’interno della Diocesi, hanno vissuto l’ultima giornata di formazione prima della conclusione dell’anno di servizio civile.

Per l’occasione il vice direttore della Caritas Luca Grandi, che – da «vecchio» obiettore di coscienza – cura con grande dedizione ed entusiasimo l’esperienza del servizio civile, ha chiesto a don Franco Cencioni di animare la mattinata di incontro con una sua testimonianza anche rispetto al lungo e generoso servizio all’interno della Chiesa di Grosseto. «Nella prima parte della giornata al centro giovanile “Frassati” – spiega Luca Grandi – abbiamo visto insieme il film realizzato da Pax Christi “L’anima attesa”, dedicato alla figura di don Tonino Bello». Don Tonino fu infatti presidente di Pax Christi dal 1985 al 1993 e l’idea del film nasce dal movimento pacifista e dalla rivista «Mosaico di pace», di cui il vescovo salentino fu fondatore, che insieme hanno lanciato la campagna «Adotta un fotogramma per don Tonino», con l’idea di coinvolgere quanto lo avevano conosciuto per raccogliere i fondi necessari a girare il film. Ne è nato un lavoro molto bello, per la regia di Edoardo Winspeare, e narra non tanto la vita di don Tonino, ma propone la forza del suo messaggio e della sua testimonianza evangelica partendo da una vicenda di attualità, quella di un manager in crisi, che accetta l’invito della sorella di compiere un viaggio ad Alessano, paese del Salento dove don Tonino nacque e dove è sepolto. Nel viaggio una serie di incontri provocheranno in lui lo stesso effetto di un aratro in un campo: lo preparano alla conversione. Nel film emergono, così, alcuni dei grandi messaggi di don Tonino: la critica ad un’economia impazzita che sta mercificando l’uomo, il senso di una politica che sia davvero servizio all’uomo, intesa come «maniera esigente di vivere l’impegno cristiano».

Dopo la proiezione del film e ad una risonanza insieme, i ragazzi hanno incontrato don Franco e in lui il volto di una Chiesa piena di entusiasmo, di passione per il Signore, di fedeltà e di perseveranza. E don Franco si è lasciato coinvolgere da questo incontro, come è nel suo stile, ricavando da questo faccia a faccia la convinzione di trovarsi davanti «otto ragazzi in gamba, che attraverso l’esperienza del servizio civile, hanno detto di essere cresciuti nelle relazioni con gli altri e nella consapevolezza dei tanti volti della povertà e del bisogno».

 

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