A Grosseto tre voci per dirci che nessuno è irrecuperabile

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Storie ed esperienze di ordinario impegno civile, che, in questi tempi, diventa straordinario. Storie di coraggio. Storie di Vangelo declinato in impegno sociale per il riscatto di chi è caduto e può rialzarsi di nuovo. È il percorso «Sentieri di giustizia 2018», che Caritas diocesana proporrà tra la fine di marzo e la metà di maggio. Tre incontri con altrettanti testimoni del nostro tempo – un laico, un sacerdote, una religiosa – che hanno fatto della loro vita un’occasione per riscattare la vita degli altri. «Sarà un cammino pasquale – commenta il direttore di Caritas don Enzo Capitani – che avrà come titolo di sfondo: la bellezza della vita. L’ispirazione ci è venuta attraverso una frase di padre David Maria Turoldo, che in un suo scritto dice: “Nessuno uccida la speranza, neppure del più feroce assassino, perché ogni uomo è una infinita possibilità”. Partendo da questa meravigliosa considerazione, Caritas vuol continuare a proporre occasioni di riflessione su queste infinite possibilità di resurrezione, che non vanno mai negate, e lo farà attraverso la voce di tre testimoni cristiani del nostro tempo». Don Enzo è andato a scovarli ovunque.

Il primo sarà Davide Cerullo, 40enne napoletano del quartiere Scampia, con una storia di morte e resurrezione alle spalle. Durante un soggiorno nel carcere di Poggioreale, molti anni fa, comincia a sfogliare il Vangelo: qualcuno ne aveva lasciata una copia sulla sua branda, durante l’ora d’aria. Dal confronto con la Parola di Dio inizia un percorso di risalita. Davide strapperà alcune pagine di quel Vangelo che porterà sempre con sé e che saranno fonte di inquietudine. In lui inizia un lento cambiamento, fatto di nuove cadute anche dopo l’uscita dal carcere, finché egli non intravede una via di riscatto, imparando a vivere una vita normale. Oggi Davide vive tra le vele di Scampia e Modena, insieme alla moglie e ai suoi due figli, occupandosi del destino dei bambini del suo quartiere. La sua storia è diventata un bellissimo libro, tutto da leggere, crudo e vero. Di lui lo scrittore napoletano Erri De Luca ha detto: «È un tizzone scampato ad un incendio». Davide Cerullo sarà a Grosseto il 26 e 27 marzo, per aprire la settimana santa. La mattina incontrerà alcune scolaresche per portare la sua testimonianza, mentre la sera del 26 (ore 21, luogo da definire) terrà un incontro pubblico.

Ad aprile sarà la volta di don Claudio Burgio, sacerdote della diocesi di Milano, fondatore e presidente di Kayròs, un’associazione che gestisce comunità di accoglienza per minori e servizi educativi per adolescenti. È collaboratore di don Gino Rigoldi nel carcere minorile Beccaria di Milano. Sarà a Grosseto il 27 aprile per un momento pubblico alle 21 (il luogo è in via di definizione).

A chiudere questo secondo ciclo di «Sentieri di giustizia» sarà, l’11 maggio, una donna: suor Anne Lècu. Religiosa domenicana, biblista, è fortemente impegnata nella ricerca spirituale sui temi che riguardano le «ferite» dell’umano di fronte a Dio. Di recente ha dato alle stampe il libro «Hai coperto la mia vergogna», un itinerario che da Adamo, che dopo il peccato originale si copre per vergogna, a Cristo che, innalzato sulla croce, è spogliato di tutto. Suor Anne, che ha a che fare con storie di spoliazione lavorando come medico e consacrata nelle carceri, racconterà la sua esperienza in un incontro pubblico. «Vogliamo continuare la riflessione aperta in occasione dell’anno giubilare della misericordia, quando inaugurammo “Sentieri di giustizia”, facendo leva sull’invito del Papa a riflettere sul rapporto fra giustizia e misericordia. Proseguiamo su quella scia, desideriamo continuare a riflettere sui temi della legalità e della giustizia, partendo dalla convinzione che nessuno è irrecuperabile. Speriamo di suscitare un dibattito coinvolto in città, per imparare a metterci accanto agli adolescenti, cercando di comprendere il loro disagio, senza giudizi, ma con la responsabilità che compete agli adulti».

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