Giornata del Migrante 2020

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Come Caritas vorrei che in questo momento particolare della nostra società ci fosse ancora un faro puntato sulla situazione dei migranti e dei rifugiati». È l’appello di don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana, dopo che domenica scorsa in tutta la Chiesa è stata celebrata la 106^ giornata mondiale per il migrante e il rifugiato.

Nel suo messaggio per la 106^ giornata, papa Francesco indica quattro verbi, che sono quattro azioni da compiere: accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni. «Ho l’impressione – dice, però, don Capitani – che abbiamo passato questa Giornata un po’ sotto silenzio anche ecclesialmente. Eppure la Chiesa è da 106 anni, cioè dal 1914, che si occupa di questi fratelli. Nel 1914 c’era la guerra mondiale eppure la Chiesa metteva attenzione e carità verso le popolazioni flagellate da guerra e fame per poterle mettere al centro della sua evangelizzazione.

Non è da oggi, dunque, che la comunità cattolica si impegna su questo fronte. E non è frutto di buonismo o di una pastorale ‘francescana’, nel senso di una pastorale che viene portata avanti in prima persona da papa Francesco. No – continua dn Enzo – è dall’inizio dei tempi moderni che la Chiesa è impegnata in questo fronte con la preghiera, certo, ma anche con opere di attenzione e di cura verso i rifugiati e i migranti. È, dunque, motivo di riflessione da sempre e non degli ultimi anni quando il fenomeno è esploso anche nel dibattito pubblico. Per questo dobbiamo tenere puntati gli occhi su coloro che, come Cristo, Maria e Giuseppe che hanno subìto l’esilio fuggendo in Egitto e che per questo nessuno ha consegnato nelle mani di Erode: in tanti nostri fratelli oggi c’è il Cristo che fugge esule! Allora preghiamo e operiamo – è l’appello del direttore di Caritas diocesana – perché l’accoglienza possa essere fatta in maniera ordinata e proficua per noi e per loro.

Su questo c’è molto da fare. C’è bisogno che l’amore sia praticato secondo giustizia e con le opere buone, non semplicemente mossi dal sentimento. C’è bisogno di politica e di sporcarsi le mani e che la Chiesa continui a essere faro con la preghiera e offrendo la propria disponibilità per costruire un futuro per questi nostri fratelli».

Fonte: Toscana Oggi – Edizione Grosseto

Leggi anche...

Articoli

Giornata del Migrante 2020

Come Caritas vorrei che in questo momento particolare della nostra società ci fosse ancora un faro puntato sulla situazione dei migranti e dei rifugiati». È