Il Conad di via Senegal «alleato» della Parrocchia Madre Teresa

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Anche la Caritas della Parrocchia Madre Teresa di Calcutta ha attivato una collaborazione con Conad per favorire la raccolta di cibo a lunga conservazione da distribuire, poi, a persone seguite dalla comunità.

Lunedì scorso il vice direttore di Caritas, Luca Grandi, assieme al parroco don Marjan Gjini e a due volontari della Caritas parrocchiale hanno in qualche modo siglato la collaborazione recandosi presso il supermercato Conad di via Senegal, territorialmente ricompreso nei confini della Parrocchia, per formalizzare l’avvio dell’iniziativa.

Nel supermercato è stato posizionato un cestone dove coloro che si recano a fare la spesa potranno lasciare alimenti a lunga scadenza come donazione alla Caritas della Madre Teresa. «È un’iniziativa che abbiamo già attivata con altri punti vendita di Conad – spiega Luca Grandi – Il supermercato di via Clodia, ad esempio, ha un cesto nel quale viene lasciato cibo che poi è destinato alla Caritas parrocchiale di San Giuseppe; quello dell’Aurelia Antica invece sostiene la Bottega della solidarietà.

È un modo per tenere viva l’attenzione delle persone sui bisogni primari di chi non ce la fa da solo. Al di là infatti delle iniziative straordinarie come la Raccolta di San Lorenzo, è importante che durante tutto l’anno si riesca a tenere teso questo filo di collaborazione tra la gente e le Parrocchie nel sostegno a chi è nel bisogno». Peraltro i numeri sono in costante crescita e il covid-19, come più volte sottolineato in questi mesi, non ha che aggravato la situazione, ampliando, purtroppo, la platea di coloro che sono sulla soglia della povertà.

La Caritas parrocchiale di Madre Teresa è l’ultima nata in ordine di tempo (la sede è stata inaugurata il 5 settembre scorso) e rappresenta, così, un ulteriore presidio di prossimità all’interno dei quartieri cittadini. «La Caritas di Madre Teresa – aggiunge Luca Grandi – proprio di recente è entrata anche nella rete Mirod (Messa in Rete Osservatori Diocesani) dei centri di ascolto diocesani, attraverso il quale è possibile costituire una banca dati unica sia dei bisogni che delle risorse disponibili.

Oggi infatti è importante raccogliere e leggere la grande quantità di dati sui bisogni e le povertà del territorio che le Caritas hanno acquisito, in forza di una capillare presenza e attenzione che ha dato vita a una fitta rete di risposte attraverso i Centri di Ascolto parrocchiali».

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