L’Sos delle Caritas parrocchiali, troppe famiglie in difficoltà

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E’ uno sguardo sollecito e al tempo stesso preoccupato quello che le Caritas delle parrocchie della Città gettano sul presente, ma soprattutto sull’immediato futuro di famiglie, lavoratori, anziani dei quartieri del capoluogo maremmano. Passata la fase del lockdown, il Vescovo ha voluto incontrare i referenti dei centri di ascolto parrocchiali prima di tutto per ringraziare tutti i volontari del servizio, che anche nelle difficili settimane dell’emergenza, è stato portato avanti, ma anche per «ascoltare ciò che il Signore ci suggerisce». Infatti «la ripresa graduale non può essere intesa come semplice ritorno al passato, ma deve assumere uno sguardo nuovo su bisogni nuovi».

Insieme al Vescovo erano presenti anche il vicario generale, don Paolo Gentili, il vice direttore di Caritas, Luca Grandi e Silvia Tonini, responsabile del centro di ascolto di Caritas diocesana. «Per me – ha detto don Gentili – è un dono stare qui con voi, volto della Chiesa che si fa carico delle membra più fragili». E ha ribadito: «Sono mesi di sfida, perché da un lato non vediamo ancora il diradarsi delle nubi, ma addirittura all’orizzonte sembra in arrivo in temporale, sottoforma di emergenza sociale». E la conferma di queste preoccupazioni è arrivata proprio dai referenti dei centri di ascolto parrocchiali, che hanno tracciato un quadro preoccupante della realtà. La gran parte dei centri di ascolto non hanno chiuso nemmeno nella fase più acuta del lockdown e dove non è stato possibile proseguire normalmente ci si è ingegnati per trovare modalità alternative per non lasciare sole le persone.

Un po’ tutti hanno testimoniato come all’inizio della pandemia vi sia stato un calo di presenze, mentre da giorni ormai le persone stanno tornando. E molti sono volti nuovi, che per la prima volta bussano alle porte delle Parrocchie per un aiuto. Quasi sempre la richiesta è economica, perché in questo momento, con la fatica di mettere insieme il pranzo con la cena, per molte famiglie si presenta il problema cogente di non avere liquidità per le spese ordinarie. «I problemi stanno venendo fuori ora», è stato il refrain ripetuto da tutti i responsabili dei centri d’ascolto. «Tanti non ce la faranno a ripartire». Ci sono le bollette, ci sono gli affitti da saldare, attività rimaste chiuse che ora fanno molta fatica a riprendere il via. Molti anche i minori che vivono in famiglie in difficoltà. E le Parrocchie cominciano a non farcela più a fronteggiare i bisogni.

All’Addolorata si sono inventati un’iniziativa: c’è una famiglia che ne ha adottate due; in altre si racconta del pudore di famiglie, che solitamente frequentano la comunità, di chiedere un aiuto a Caritas. Insomma, questa è la situazione, di fronte alla quale la Chiesa diocesana non sta e non starà con le mani in mano grazie anche agli aiuti che stanno arrivando dalla Cei per creare una rete sui territori in cui la Chiesa possa farsi prossima in modo il più possibile costante.

Fonte: Toscana Oggi

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