Racconti dall’emergenza Covid: Le spese consegnate a domicilio «Dietro ogni pacco, una persona, una storia»

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Luigi è un volontario di Caritas già da tempo. Nella sua Parrocchia, il Sacro Cuore, offre il suo tempo al centro di ascolto. È anche unitalsiano, quindi portato a spendersi per chi è in situazione di bisogno. Per questo, quando il 17 marzo scorso, ha letto l’appello del vescovo Rodolfo, che chiedeva a chi poteva di mettersi a disposizione di Caritas per poter far fronte a bisogni sempre più crescenti della gente a causa della pandemia, non ha esitato un momento. Ha contattato la Caritas e, insieme alla moglie Maria Grazia, si è messo a disposizione.

È così iniziata per entrambi un’esperienza nuova, anche come coppia. Quella della consegna dei pacchi al domicilio di famiglie in stato di bisogno. «Abbiamo scelto di mettere a disposizione la nostra auto – racconta – e una mattina a settimana la dedichiamo a questo servizio. Ci rechiamo alla Bottega della solidarietà, carichiamo i pacchi e riceviamo la lista delle famiglie, sempre preavvisate della consegna. Iniziamo, così, i nostri giri, che di solito ci impegnano dalle 9 fino alle 13. Ogni settimana consegniamo pacchi a non meno di dieci famiglie. Quando arriviamo sotto l’appartamento suoniamo – continua – una persona della famiglia scende e ritira il pacco.

Stiamo naturalmente molto attenti a tutte le prescrizioni stabilite, legate al distanziamento sociale, all’uso di mascherine e guanti monouso, non ci intratteniamo se non quei pochi attimi necessari a lasciare il pacco e ripartiamo». Sembrerebbe un servizio sterile: in fin dei conti è «solo» consegnare un pacco viveri: non è così, naturalmente. Perché dietro ogni scatola consegnata ci sono persone, storie con cui in qualche modo si viene a contatto. Seppur fugacemente. «Sentirsi dire grazie commuove – confida Luigi con la voce che si incrina – Non facciamo nulla di particolare, eppure capiamo che in questo momento sono gesti importanti. Con mia moglie abbiamo toccato con mano la solitudine di alcune persone… Mi è rimasta impressa una signora di 94 anni: vive sola. Non aveva neppure la mascherina. Siamo le uniche persone che vede… Abbiamo anche toccato con mano il problema concreto del lavoro che non c’è o non c’è più, gli stagionali agricoli o commerciali che ora non hanno introiti… È davvero motivo di tanta riflessione». «Questo servizio lo facciamo volentieri – aggiunge, in ultimo – e stiamo pensando di continuare anche a emergenza finita».

Alcuni dati: dall’inizio dell’emergenza, sono state 578 le spese effettuate per 352 famiglie; prima dell’emergenza l’Emporio di Caritas sosteneva 75 famiglie.

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