Sette Giovani per il Servizio Civile Regionale

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Hanno preso servizio mercoledi 7 febbraio le sette giovani maremmane selezionate dalla Caritas per un periodo di otto mesi di servizio civile.

Si tratta di Cira Battaglia, Maria Desiderato, Elisa Capolongo, Nicole Masini, Eleonora Scurti, Lisa Morazzini, Giulia Bacchetti. Subentrano agli otto giovani che hanno concluso il loro periodo di servizio lo scorso dicembre.

Hanno un’ età compresa fra i diciannove ed i ventisette anni, le sette giovani ragazze, tutte residenti nel capoluogo maremmano, e sono state selezionate fra trentuno candidati, dopo il colloquio motivazionale effettuato ad ottobre.

Si tratta, come richiede il bando regionale, di giovani inoccupate, inattive o disoccupate, che nel corso del loro periodo di servizio civile percepiranno 433,80 euro mensili come contributo.

Le giovani hanno già iniziato ad essere coinvolte in tutte le attività che caratterizzano il quotidiano impegno della Caritas diocesana nei riguardi dei poveri: nei locali del centro di accoglienza per il servizio al guardaroba, alle stanze delle docce, della mensa; del centro di ascolto; all’Emporio della solidarietà di via Pisa; con i minori accolti presso l’Istituto Santa Elisabetta di Grosseto. Peraltro, proprio la presenza dei giovani del servizio civile permette, da questo momento, a Caritas di occuparsi anche di un nuovo servizio: il doposcuola, che avrà lo scopo di seguire nei compiti scolastici e nelle attività pomeridiane i bambini dello stesso Istituto Santa Elisabetta e delle famiglie accolte, attraverso il progetto «Famiglie solidali», in via Adriatico.

Inoltre, nella giornata di sabato 10 febbraio le sette giovani sono state coinvolte nella raccolta del farmaco promossa dal Banco farmaceutico, a Grosseto come nel resto del Paese.

«Auguriamo a queste sette giovani di svolgere un buon servizio – commentano don Enzo Capitani e Luca Grandi, direttore e vice direttore della Caritas diocesana – con l’auspicio che, come per la gran parte di coloro che le hanno precedute, questa esperienza di contatto diretto con differenti forme di disagio e povertà possa aiutarle a maturare ulteriormente nella consapevolezza che la dimensione comunitaria che caratterizza la presenza di Caritas e della Chiesa nel suo complesso è lo stile senza il quale non si cresce nell’attenzione all’altro, chiunque esso sia e qualunque sia la sua storia.
Accogliere la povertà dell’altro non è mai né facile né scontato, occorre lavorare su se stessi e sui valori che stanno al fondo della nostra idea di persona.
Caritas propone un cammino di crescita che ha la sua radice in Gesù Cristo, Dio e uomo, che ci ha detto che i poveri li avremo sempre con noi e che qualunque cosa avremo fatto anche ad uno solo dei nostri fratelli più piccoli l’abbiamo fatto a lui.
E questo ci basta per comprendere quale grande capolavoro sia ogni essere umano», concludono.

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