Nota del direttore Caritas su senza dimora, degrado e polemiche
Intervengo in merito a quanto letto sui social a proposito della situazione di “degrado” intorno al palazzo delle Poste centrali, in piazza Rosselli, a Grosseto.
Lo faccio in qualità di direttore di Caritas diocesana essendo questo settore pastorale della Chiesa di Grosseto stato tirato in ballo in modo inopportuno e con informazioni che non rispondono al vero.
Rispondo con parole non mie, ma di Gesù, per me, per noi cristiani maestro e Signore:
“Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
(Mt 25, 34-40)
Questo è il solo ed unico fondamento di Caritas; questo è ciò che cerchiamo di fare con pochi mezzi e con tanto cuore.
Peraltro l’assistenza notturna che viene portata in varie zone della nostra Città è parte di un’esperienza ben più ampia, chiamata “Abitare la notte”, di cui Caritas diocesana è capofila, ma nella quale convergono varie e distinte realtà del nostro territorio, non solo cristiane e non solo cattoliche. Una rete fatta di persone, di cittadini e che sta allargando le sue maglie, tanto che la prossima settimana altri soggetti ne sottoscriveranno il protocollo.
Dico questo per doverosa informazione, così come è doveroso precisare che Caritas non ha mai ricevuto diffide né scritte né verbali a non portare cibo o aiuti materiali in nessuno dei luoghi della città. E’ altrettanto doveroso aggiungere che le persone che i volontari andavano a trovare la sera nella zona delle Poste sono stati persuasi proprio dai nostri volontari di Abitare la notte ad attenderci altrove. Quindi, come si può ben vedere, abbiamo voluto anche noi dare una mano affinché una questione di dignità (dare da mangiare, dare da bere ecc…) non diventasse solo un problema di “degrado”, semmai questa parola possa essere accostata ad un essere umano.
Caritas è imperterrita, è vero, ma solo a restare fedele al comando di Gesù, oppure andiamo bene solo quando paghiamo gli sfratti e le bollette per evitare che vengano tagliati i servizi?!
don Enzo Capitani


